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Dopo Enel, svolta ambientalista ache per Terna? È stato firmato da Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente e Catia Bastioli, Presidente di Terna, la società responsabile dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, un Protocollo d'Intesa per promuovere tutte le iniziative necessarie a diffondere e accrescere la cultura della sostenibilità in campo energetico.

Grazie a questo accordo viene posta un'attenzione ancora maggiore all'integrazione territoriale e ambientale nei piani di sviluppo della rete elettrica. Il nuovo accordo, che rinnova la collaborazione avviata tra le parti con il Protocollo firmato nel 2011, e che sarà valido per tutto il 2016, nasce dalla necessità che lo sviluppo della produzione da fonti rinnovabili sia sempre più integrato con il potenziamento del sistema elettrico, in un'ottica di sostenibilità ambientale e di rispetto del territorio.

Con la firma di quest'intesa, Legambiente e Terna si impegnano, quindi, ad avviare in collaborazione una serie di azioni a livello nazionale e regionale, per diffondere tra le imprese e i cittadini una corretta informazione sulle esigenze di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e della rete elettrica nazionale, condividendo l'esigenza di un crescente utilizzo di energia prodotta da fonti in grado di ridurre le emissioni climalteranti.

Terna in questi anni ha impresso una forte accelerazione sul fronte dell'impegno economico per potenziare la rete elettrica, anche per favorire l'integrazione delle energie pulite: i circa 9 miliardi di euro di investimenti dal 2005 a oggi hanno consentito a Terna di connettere alla rete già oltre 27,5 GW di nuova capacità elettrica da fonte rinnovabile, di cui 18,8 GW di fotovoltaico e 8,7 GW di eolico. Con evidenti benefici economici e ambientali: attualmente, infatti, secondo i dati Terna, le rinnovabili soddisfano quasi il 40% del fabbisogno elettrico italiano.

Nello specifico, il Protocollo d'Intesa individua due ambiti di attività. Il primo ha l'obiettivo di ottimizzare l'integrazione ambientale e territoriale delle opere elettriche previste nel Piano di Sviluppo della Rete che Terna redige annualmente, in collaborazione con Legambiente, attraverso un confronto sulla valutazione di sostenibilità ambientale dei progetti.

Il secondo ambito prevede invece attività di comunicazione, confronto pubblico e informazione sulla compatibilità ambientale e i benefici derivanti dall'utilizzo delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo. La straordinaria crescita delle fonti rinnovabili avvenuta nel nostro Paese, che hanno garantito oltre il 38% dei consumi nel 2014, e gli obiettivi europei su energia e clima al 2030, pongono infatti nuove sfide che riguardano sia gli impianti che le reti, rispetto alle quali è necessario promuovere un confronto scientifico e un approccio collaborativo anche a livello locale.

"La rete elettrica - ha commentato Catia Bastioli, Presidente di Terna - è un fattore determinante per lo sviluppo sostenibile del Paese e la sua evoluzione non può prescindere dall'attenzione per l'ambiente e il territorio. Terna può diventare un catalizzatore per accelerare la transizione a un modello di sviluppo che guardi all'efficienza dell'uso delle risorse, alla resilienza degli ecosistemi e al benessere delle persone. Un vero cambio di velocità tuttavia non ci può essere senza una collaborazione fattiva e franca con il mondo ambientalista, con le istituzioni e i cittadini. Crediamo che la sigla di questo Protocollo d'Intesa con Legambiente, l'organizzazione ambientalista con la diffusione più capillare sul territorio, permetterà di utilizzare al meglio le competenze ed esperienze maturate in questo ambito in un'ottica di pianificazione sostenibile e qualità del territorio".

Solo qualche tempo fa erano arrivati segnali positivi anche da Enel, che con la sua virata green sembra aver convinto anche Greenpeace. Il direttore esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo aveva incontrato a Roma Starace proprio per condividerne il percorso verso le energie rinnovabili.

Ed è proprio con la nomina di Starace e di Catia Bastioli che si è innescato il meccanismo virtuoso che vede le due utility guardare a rinnovabili, efficienza energetica, smart grids e sistemi di accumulo, allo stesso tempo uscendo dal carbone in Italia, nel caso di Enel, come dimostra il piano di dismissioni in arrivo. Hanno scoperto che conviene tenere il piede in due scarpe o si tratta di una vera svolta ambientalista?

Roberta Ragni

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