Menu

melaverde 450Anche le grandi aziende possono dipendere totalmente da fonti di energia rinnovabili. Lo dimostra Apple, che ha siglato un accordo con la First Solar: 848 mln di dollari per avere energia pulita da un progetto di prossima realizzazione, il California Flats Solar Project, a Monterey County. 130 MW di fornitura per 25 anni. Ed è l’accordo di fornitura di energia rinnovabile più cospicuo mai stipulato finora.

LA SVOLTA - “La apple sta marcando la strada del contrasto ai cambiamenti climatici mostrando come realtà di grandi dimensioni possano rifornire tutte le proprie attività con il 100% di energie pulite. Questo impegno è strumentale nel rendere possibile quest’evoluzione e peraltro aumenterà i rifornimenti di energia solare in California. Inoltre, l’energia pulita proveniente da California Flats si tradurrà in risparmi e in un impatto ambientale minore”, ha commentato Joe Kishkill, Chief Commercial Officer di First Solar.

IL PROGETTO – Il progetto occupa 2,9 acri di una proprietà che fa capo alla Hearst Corporation a Cholame. Si prevede di iniziare la realizzazione a metà 2015 e di completarla a fine 2016. L’output restante di 150MW, indicato in una nota ufficiale, sarà venduto alla Pacific Gas & Electric direttamente dalla Apple. L’approvazione è arrivata a gennaio dalla Monterey County Planning Commission che si è espressa peraltro all’unanimità, inviando poi la pratica alla Monterey County Board of Supervisors, che ha dato l’ok finale in questi giorni.

NUOVO DATA CENTER IN ARIZONA – Pochi giorni fa la stessa Apple aveva annunciato l’apertura di un nuovo data center in Arizona. Ci sarà posto per altri 150 dipendenti, mentre 500 saranno impiegati per la sua costruzione. Ma anche questo è una dimostrazione dei propositi green di Apple: il data center sarà alimentato infatti al 100% da rinnovabili.

Anna Tita Gallo

LEGGI anche:

Apple: nuovo data center 100% rinnovabile

Amazon: data center alimentati dall'eolico, verso obiettivo 100% rinnovabili

Amazon annuncia l'obiettivo 100% rinnovabili dopo le pressioni di Greenpeace

GreenBiz.it

Network