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greenwash-paint-150Il greenwashing, ovvero le pratiche adottate da quelle aziende che vogliono acquisire, con poco sforzo e senza impegno reale, una reputazione "ecologica", può essere contrastato soprattutto se i consumatori fanno rete.

Lo spiega, in un post sul blog Ambiente della Coop, Carlo Alberto Pratesi, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla facoltà di Economia dell'Università Roma Tre, che elenca 4 iniziative web di lotta alle "menzogne verdi".


1) Il decalogo di Futerra

L'associazione inglese Futerra propone un decalogo anti-greenwashing, rivolto alle imprese che vogliono dar vita a una buona e corretta comunicazione ambientale.

futerra

Cosa evitare? Espressioni vaghe, immagini suggestive e affermazioni altisonanti sostenute da deboli fondamenta e informazioni irrilevanti

2) La community Greenwashingindex

greenwashingindex

Preziosi suggerimenti arrivano dall'americana Enviro Media Social Marketing, che ha creato un'interessante community on-line denominata Greenwashingindex http://www.greenwashingindex.com/ . Qui gli utenti possono segnalare, commentare e giudicare spot televisivi e/o messaggi pubblicitari di aziende e organizzazioni sospette

3) GoodGuide

goodguide

Obiettivo? Fornire agli utenti informazioni su ciò che è veramente degno di essere considerato sostenibile, verde ed ecologico. È GoodGuide, creato a Berkeley, Università della California, per classificare prodotti di largo consumo, esprimendo un giudizio secondo tre basilari parametri: salute, impatto ambientale e impatto sociale.

4) GreenWikia

greenwikia

Utilizzando lo stesso approccio di Wikipedia, GreenWikia consente agli utenti di partecipare alla definizione e alle argomentazione delle tematiche green

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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