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hagendaz nikonPuò sembrare una trovata di marketing, ma non è così. A quanto pare questi copriobiettivo non sono un gadget firmato Häagen-Dazs ma il coperchio stesso delle confezioni di gelato. E ad utilizzarlo in maniera creativa è stato un fotografo giapponese.

Il cliente è il testimonial migliore. Peraltro a costo zero. Lo sanno bene le grandi aziende, soprattutto in un’epoca in cui con i social il passaparola si è amplificato e chi acquista un prodotto o un servizio ne decreta il successo a suon di recensioni e opinioni.

Del gelato Häagen-Dazs si è parlato sicuramente in maniera soggettiva, con commenti sui gusti, sulla bontà, sulla varietà, sul confronto con i competitor. Di sicuro il packaging è ben riconoscibile, quel vasetto con quel logo è identificabile ormai con chiarezza. Ma è molto improbabile che qualcuno fino ad oggi notasse che le dimensioni del coperchio del vasetto fossero del tutto compatibili con quelle dell’obiettivo di una macchina fotografica.

Unendo forse le sue due passioni, l’ha notato un fotografo giapponese, che ha testato come su obiettivi da 72 mm il coperchio si incastrasse perfettamente. Non importa la marca della macchina fotografica quindi. Parliamo spesso di come si possa riciclare in maniera creativa, a dire il vero questo avrebbe potuto essere un guizzo di creatività da parte dell’azienda, che ha sotto gli occhi i suoi coperchi ogni giorno.

hagendazs canon

Ma ci pensano i social network e i clienti-testimonial. E, come spesso accade, i clienti hanno visto più lontano di chi il creativo lo fa di mestiere, con un risultato per l'azienda ancora migliore in termini di pubblicità.

Anna Tita Gallo

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