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ibm EniUn supercomputer al servizio di Eni, o meglio l'intelligenza artificiale al servizio delle aziende. Il celebre Watson, il cervellone ideato da Ibm, potrebbe fornire un nuovo tipo di supporto.

La società dell'energia, che da poco ha stretto un accordo col Cnr per i sistemi di accumulo innovativi, sta adesso guardando al Cognitive Computing che ha già dimostrato la sua applicabilità in vari ambiti, dai quiz televisivi americani come Jeopardy, dove il computer ha sfidato l'uomo fino alla diagnostica medica e alla finanza.

Ma adesso tocca alle aziende. Watson, con la sua potente capacità computazionale e grazie all'impiego di algoritmi e software di analisi, è in grado di interagire con l'uomo nel linguaggio naturale e di imparare dall'esperienza. Per rafforzare le sue capacità, lBM, i primi di gennaio, ha dato vita a una nuova unità di business con 2000 specialisti, per un investimento complessivo da 1 miliardo di dollari, 100 milioni dei quali per sostenere lo sviluppo di un ecosistema di imprenditori e partner.

In questo contesto si inserisce l'interesse di Eni: “La complessità e l’eterogeneità dei dati, molti dei quali non strutturati e non di proprietà aziendale, costituiscono l’ostacolo più difficile e, nonostante il miglioramento dei metodi analitici classici, la costruzione di informazioni utili a partire da dati disaggregati resta solo parzialmente realizzata”, spiega la società.

Tra i quattro megatrenda alla base dell'informatica attuale (Cloud, Mobile, Big Data e Social), i Big Data sono quelli più promettenti in termini di benefici per vari campi di attività aziendali: dal risk management alla manutenzione predittiva e alle integrated operation.

Se si considera che i dati vengono generati senza soluzione di continuità da persone, sistemi informativi, dispositivi di ogni tipo per più un trilione di oggetti tra loro collegati e che ogni giorno se ne produce una quantità pari a 2,5 miliardi di gigabyte, risulta chiaro che l’effetto volume contribuisce all’aumento della complessità in modo rilevante”, spiega Eni. Da qui la necessità di velocizzare tali procedure ma con consapevolezza, grazie all'intelligenza artificiale.

Francesca Mancuso

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