Menu

intel conflict freeIl gigante della tecnologia Intel ha annunciato che tutti i microprocessori che verranno prodotti nel 2014 saranno conflict-free, cioè privi di quei minerali, noti come conflict minerals, che risultano legati a violenza e sfruttamento.

Si tratta del primo passo dell’azienda per escludere del tutto i minerali incriminati dai propri prodotti.

Lo ha reso noto nella giornata di ieri, martedì 7 gennaio 2014, il CEO di Intel, Brian Krzanich, nel corso dell’annuale Consumer Electronics Show di Las Vegas. Si è trattato di un’occasione per svelare le strategie e i prodotti che verranno presentati sul mercato nel corso del nuovo anno.

La svolta riguarda l’impiego di metalli come tungsteno, oro e tantalio, considerati fondamentali per la produzione di microprocessori. Nessuno dei materiali utilizzati proverrà da miniere i cui profitti sono destinati a finanziare gruppi armati nella Repubblica Democratica del Congo e da altre aree estrattive dell’Africa.

“I minerali sono importanti, ma non tanto quanto le vite delle persone che lavorano nelle miniere per la loro estrazione” - ha dichiarato Krzanich. In questo modo Intel si impegna a rendere la propria catena produttiva trasparente e a non contribuire al finanziamento degli scontri armati in Africa e altrove nel mondo.

I metalli utilizzati proverranno solamente da zone del mondo e realtà che non partecipano alla violazione dei diritti umani e allo sfruttamento dei lavoratori. La decisione ha richiesto un lungo processo di valutazione, dato che alcuni dei fornitori di Intel dichiaravano di non conoscere con precisione la provenienza dei materiali forniti o si mostravano riluttanti nel rivelare le fonti. L’azienda si affiderà dunque ad organi di controllo esterni, per garantire una filiera etica.

La decisione di Intel potrebbe contribuire a cambiare l’intero mercato legato all’estrazione e all’esportazione di minerali e metalli da utilizzare nella produzione di strumenti informatici e tenologici. A livello locale, i proprietari delle miniere potrebbero evitare di finanziare i conflitti armati, per non essere estromessi dal mercato internazionale.

A livello globale Intel potrebbe rappresentare un esempio da seguire per altre importanti aziende dell’elettronica e dell’informatica. La compagnia assicura ai consumatori che il proprio nuovo impegno non comporterà un incremento dei prezzi. Entro i prossimi 10 anni, l’azienda mira a diventare conflict-free al 90% e ad includere nuovi materiali per sostituire il restante 10%. È probabile che altre realtà decidano di seguire le orme di Intel, per non essere estromesse dal mercato e per andare incontro alle scelte etiche dei consumatori.

Marta Albè

Leggi anche:

Conflict mineral: individuarli (ed evitarli) grazie a un sistema di monitoraggio per aziende

GreenBiz.it

Network