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nike_logoCapi di abbigliamento all'avanguardia realizzati con tessuti tinti a secco con l’anidride carbonica riciclata, eliminando l'utilizzo dell'acqua in questa fase del processo di realizzazione dei materiali tessili.

A realizzarli sarà la Nike grazie a una collaborazione strategica con la società olandese DyeCoo Textile Systems B.V., che ha sviluppato e creato le prime macchine per la tintura di tessuti a secco disponibili in commercio.

Grazie all’implementazione della tecnologia di DyeCoo, il cui nome si ispira al processo di “tintura” (dye) con “CO2”, la multinazionale americana Nike conferma, quindi, il suo impegno nel progettare e sviluppare i propri prodotti più sostenibili.

La tintura a secco è un passo importante nel nostro impegno a servire gli sportivi e rispettare al tempo stesso il nostro pianeta, e questa collaborazione rafforza la strategia a lungo termine di Nike e il grande impegno nei confronti di innovazione e sostenibilità”, spiega in una nota Eric Sprunk, vicepresidente Nike per merchandising e prodotti.

Riteniamo che questa tecnologia abbia il potenziale di rivoluzionare la produzione dei materiali tessili, e vogliamo collaborare con aziende che si occupano di tintura dei tessuti, con produttori tessili e marchi di abbigliamento per il consumatore all'avanguardia per diffondere questa tecnologia e promuoverla nell'intero settore” ha aggiunto il manager. Soprattutto in Asia, dove viene svolto gran parte del lavoro di tintura tessile del mondo.

Se la tecnica tradizionale di tintura del tessuto richiede l'uso di notevoli quantità di acqua, in media circa 100-150 litri di acqua per ogni kg di materiali tessili lavorati, questo nuovo processo, oltre a essere due volte più veloce delle tecniche tradizionali, non comporta alcun consumo di acqua. E assicura anche una riduzione nell'uso di energia prodotta con combustibili fossili normalmente necessaria per riscaldare tali grandi volumi di acqua. Peraltro senza l'aggiunta di sostanze chimiche ausiliarie né di asciugatura, eliminando così il pericolo di scarichi inquinanti, come quelli presenti nei fiumi cinesi, denunciati ad agosto da Greenpeace.

Questa tecnologia -spiega Reinier Mommaal, CEO di DyeCoo- può anche migliorare la qualità del tessuto tinto, consente un maggiore controllo sul processo di tintura, permette nuove possibilità di colorazione e trasforma l'operazione di tintura dei tessuti in modo da poterla eseguire pressoché ovunque. Speriamo che nel prossimo futuro un numero sempre maggiore di leader del settore si uniscano a noi per sfruttare questa tecnologia innovativa.” Ora, attraverso la sua partnership con DyeCoo, la Nike sta facendo un bel passo in avanti verso la sostenibilità e presenterà i nuovi prodotti tinti senza acqua in occasione degli eventi che si terranno nel corso di quest'anno, con un occhio rivolto alla “diffusione della tecnologia per volumi di produzione più grandi”.

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Roberta Ragni

 

GreenBiz.it

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