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solar_impulse_250x166Solar Impulse, con il patrocinio dell’Ue, ha scelto Bruxelles come prima destinazione internazionale del volo a zero emissioni, compiuto dall’ormai celebre aereo alimentato ad energia solare. Il decollo, previsto per oggi dalla Svizzera, l’ha portato appunto in Belgio, dove sarà poi messo in mostra nella stessa capitale dal 23 al 29 maggio. Seguirà un nuovo volo alla volta di Parigi-Le-Bourget, dove l’aereo sarà l’ospite speciale al 49esimo International Paris Air Show dal 20 al 26 giugno 2011.

Già nel 2008, come si legge in una nota, ancora prima della costruzione dell’aereo solare, la commissione Europea aveva sponsorizzando pubblicamente Bertrand Piccard e André Borschberg, i creatori del progetto. Ecco perché Bruxelles è la meta naturale del primo “vero” volo di Solar Impulse. 3 anni dopo, compiuto il primo esperimento in aria, Solar Impulse ha dimostrato a pieno il potenziale delle nuove tecnologie, in termini di produzione e stoccaggio delle energie pulite.

Stavolta abbiamo un aereo reale, che vola, e prova che le nuove tecnologie possono ridurre la nostra dipendenza dalle fonti fossili”, ha spiegato lo stesso Piccard, fondatore e presidente del progetto Solar Impulse.

Al di là del significato simbolico che assume questa sfida, è stata una prova tecnica importantissima per tutto il team, alle prese con il calcolo di tutti i possibili imprevisti all’aeroporto di Bruxelles, il 14esimo al mondo in ordine di grandezza. Senza contare le richieste inoltrate per ottenere permessi e autorizzazioni necessarie per compiere questo volo e farlo rientrare nella categoria “sperimentale”.

Per fortuna, ha prevalso la collaborazione e il prototipo è stato reso pronto per il decollo, dopo aver valutato le condizioni atmosferiche. In ogni caso, entro il 23 maggio, l’aereo avrebbe dovuto essere a Bruxelles, secondo le stime, grazie al lavoro di un team composto anche da esperti meteo del Royal Belgian Meteorological Institute (IRM), controllori del traffico aereo, ingegneri e specialisti IT.

Questo velivolo, il primo a spostarsi senza l’ausilio di fonti fossili e senza emissioni di CO2 – ha commentato Arnaud Feist, CEO della Brussels Airport Company – è il simbolo dei grandi sforzi dell’industria aeronautica nello sviluppo di nuove tecnologie per il risparmio energetico e l’utilizzo delle rinnovabili. Negli ultimi anni – ha aggiunto – l’aeroporto di Bruxelles ha dimostrato un notevole impegno sul fronte ambientale: i nuovi impianti di trattamento delle acque, il piano per la riduzione del 50& delle emissioni nocive nell’ambito del programma Airport Carbon Accreditation, la partecipazione all’European Continuous Descent Operations e ai programmi Collaborative Decision Making “.

Solar Impulse HB-SIA (questo è il suo nome completo), è stato progettato per volare senza aver bisogno di carburante e senza produrre emissioni nocive. È frutto di 7 anni di lavoro, calcoli e test, portati avanti da 70 persone e 80 partner. Le sue ali sono grandi quanto quelle di un Airbus A340 (63.4m) ed è alimentato grazie a 12 mila celle solari integrate nelle ali, che vanno a rifornire di energia i motori elettrici (10 CV di potenza l’uno). Le batterie al litio sono di 400kg e verranno utilizzate per immagazzinare l’energia di giorno.

Tra i maggiori partner spiccano: Solvay, Omega, Deutsche Bank e Schindler, tra quelli principali; Bayer Material Science e Altran come official partners; EPFL (Lausanne Federal Institute of Technology) come consulente scientifico e Dassault-Aviation come aviation consultant.

Anna Tita Gallo

 

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