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adidas_greenMaterie prime sostenibili, collaborazione con la supply chain e risparmio energetico, sono i tre capisaldi della nuova strategia ambientale di Adidas, gruppo multinazionale tedesco che produce e distribuisce abbigliamento e calzature per lo sport. L’innovativo piano ha come finalità ultima quella della riduzione del 15% dell’impronta carbonica del gruppo entro il 2015.

Per raggiungere l’obiettivo prefissato l’Adidas punta in maniera particolare sulla sostenibilità delle materie prime usate per la produzione di calzature e capi di abbigliamento sportivo. Entro il 2018 infatti, secondo i piani dell’azienda, il 100% del cotone utilizzato (il 40% entro il 2015) dovrà rispondere agli standard della “Better Cotton Initiative”, programma ad adesione volontaria di cui Adidas stessa è tra i membri fondatori, che si propone di ridurre sensibilmente l'impatto ambientale e sociale della coltivazione del cotone in tutto il mondo. Stessa attenzione anche per quanto riguarda la pelle, altro materiale impiegato da Adidas in molte delle sue lavorazioni. Il gruppo tedesco ha aderito infatti al Leather Working Group (LWG), associazione formata da produttori e distributori dell’industria della pelle, oltre che da istituzioni accademiche ed ONG. LWG promuove lo sviluppo di pratiche di business sostenibile nell’industria della lavorazione dei pellami ed ha creato degli standard ed un sistema di punteggi per la valutazione delle concerie. Adidas si è imposta che entro il 2015 tutte le sue concerie site al di fuori dell’Europa raggiungano la valutazione “silver” o “gold” secondo i criteri stabiliti dal Leather Working Group.

Oltre che nella ricerca di materie prime più sostenibili, Adidas lavorerà a fianco a fianco con i fornitori per diminuire le loro emissioni di gas serra. L’obiettivo è quello di supportare la supply chain nello sviluppo di iniziative volte a ridurre il consumo di energia e nel passaggio a fonti alternative, trasferendo ai fornitori il suo know-how nella gestione sostenibile di siti produttivi. A tal fine verranno effettuate anche valutazioni ambientali presso i loro stabilimenti.

Per quanto riguarda, infine, le attività rivolte all’interno, l’azienda tedesca ha nei suoi piani di ridurre, sempre entro il 2015, il consumo di energia ed acqua del 20%, di produrre il 25% in meno di rifiuti da destinare in discarica e di dimezzare il consumo della carta. Un’altra area di intervento è stata individuata nell’IT (information technology), le cui attività dovranno generare un risparmio energetico del 20% attraverso la virtualizzazione dei server e l’ottimizzazione dei data center.

Paola Valeri

GreenBiz.it

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