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istat export agroalimentareL’Istat ha diffuso i dati più recenti relativi alle esportazioni nel trimestre agosto-ottobre 2013. Rispetto al mese di settembre, in ottobre è stata registrata una diminuzione sia dell’export (-2,5%) che dell’import, in misura più rilevante (-2,6%). La diminuzione congiunturale delle esportazioni nasce dalla sintesi dell’aumento delle vendite verso i Paesi extra-europei e dal calo delle esportazioni in area UE. Nonostante gli alti e bassi generali, è proprio l’export a salvare il settore agroalimentare.

Nel medesimo trimestre, rispetto al trimestre precedente, si registra una crescita sia delle importazioni (+1,2%) che delle esportazioni (+0,6%). I dati rappresentano la sintesi di un aumento delle vendite verso i Paesi UE (+1,6%) e di una flessione di quelle dirette ai Paesi dell’area extra UE (-0,6%).

Nel confronto tra il 2012 e il 2013, a ottobre 2012, il saldo commerciale è pari a +4,1 miliardi, superiore a quello registrato a ottobre 2012 (+2,3 miliardi). Al netto dell'energia, l'attivo è di 8,9 miliardi. Nei primi dieci mesi dell'anno, l'avanzo commerciale raggiunge i 23,7 miliardi e, al netto dei prodotti energetici, è pari a quasi 70 miliardi.

Risultano in forte espansione le vendite verso i Paesi situati al di fuori dell’UE, come la Cina, di prodotti quali articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+14,0%) e di articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili (+11,9%). Per quanto riguarda il settore agroalimentare, il commercio con l’estero avrebbe contribuito a salvare i bilancio, con un +5,9% dall’inizio del 2013.

ecport ottobre

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La Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) ha commentato i dati diffusi dall’Istat dichiarando che il comparto agroalimentare contribuisce sempre più al sostegno dell’economia in una fase di crisi per i consumi domestici (-4%). Ad essa si affianca, ad esempio, un vero e proprio boom delle vendite di vino italiano all’estero.

Secondo la CIA, l’export salva i fatturati delle aziende agroalimentari che, solo grazie ai mercati stranieri, riescono ad affrontare l’ennesimo anno di crisi e a compensare in parte il crollo dei consumi domestici: “Mentre la spesa delle famiglie italiane per cibo e bevande continua a flettersi, con un taglio del 4 per cento da inizio anno, le esportazioni del settore continuano a correre: da gennaio a ottobre 2013 infatti l’export dell’industria alimentare è cresciuto del 5,9 per cento tendenziale e quello dei prodotti freschi dell’agricoltura del 3,4 per cento”.

Ciò significa, secondo la CIA, che l’agroalimentare nel suo insieme diventa sempre più strategico per il Paese e si candida a comparto di traino dell’economia. Le vendite all’estero el vino italiano potrebbero toccare per la prima volta i 5 miliardi a fine 2013, stabilendo un nuovo record storico. A parere della Confederazione, ora bisognerà continuare a lavorare per creare strumenti normativi adatti, semplificare e razionalizzare le risorse, e agire sulla frammentazione dei soggetti coinvolti.

Marta Albè

GreenBiz.it

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