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rinnovabili 4501,4 miliardi di euro. Sono quelli che ci hanno fatto risparmiare le rinnovabili nel 2012, riducendo il costo dell'elettricità nel nostro Paese, mentre nel 2011 erano circa 400 milioni gli euro lesinati grazie all'effetto di peak shaving. Altro che colpevoli del caro-bollette. Lo rivela il Rapporto Irex 2013 realizzato dalla società di consulenza strategica Althesys sulle energie rinnovabili e presentato ieri a Roma nella sede del Gse durante il convegno "Nuove Energie, Nuova Strategia. Le scelte economiche, le politiche e gli equilibri energetici".

"Ammontano a 10,1 miliardi di euro gli investimenti nelle rinnovabili italiane nel 2012 nell'ultimo anno sono state censite 217 operazioni per 7.729 MegaWatt di potenza installata", si legge nel Report, che spiega anche come prosegua "la corsa delle nostre imprese fuori dai confini nazionali (+55% sul 2011), con un peso crescente delle nazioni extraeuropee (oltre ai Bric, Usa, Messico e Giappone)", mentre accelera l'eolico sul mercato interno, anche per realizzare i progetti prima dell'entrata in vigore del nuovo sistema di remunerazione basato sulle aste.

Anche il fotovoltaico, nonostante la crisi del settore a cui si accompagnano razionalizzazione e recupero d'efficienza nella gestione degli impianti, non va affatto male. "La mappatura delle operazioni relative ai grandi impianti compiute nel 2012 mostra un'industria delle energie rinnovabili in profondo cambiamento condizionata dagli ultimi interventi legislativi e che attraversa una fase di ripensamento strategico e di progressivo consolidamento", ha spiegato Alessandro Marangoni, ceo di Althesys e capo del team di ricerca.

Quanto ci guadagna il sistema Paese? Fino a ben 49 miliardi, con l'analisi costi-benefici, in un arco di tempo compreso tra il 2008 e il 2030, che mostra un saldo positivo compreso tra 18,7 e 49,2 miliardi di euro. E l'occupazione? "Considerando solo i posti di lavoro che non esisterebbero in assenza di rinnovabili, si toccano i 130.000 addetti nel 2013, per poi stabilizzarsi tra i 45.000 e i 60.000 al 2030. I benefici valutati lungo tutta la vita utile degli impianti sono compresi tra gli 85 e i 96,6 miliard", si legge nel report.

Tutto questo, ovviamente, senza considerare la significativa riduzione dell'inquinamento, quantifica da Althesys tra i 2,6 e i 2,3 miliardi di euro per la CO2 e di 2,8,-3,4 miliardi di euro per altre emissioni inquinanti, come anidride solforosa e ossidi di azoto. Tanti benefici, insomma. Ma i lati negativi? Secondo gli analisti le rinnovabili devono fare i conti anche con la spesa per gli incentivi e quella per sistemare le carenze infrastrutturali della rete, ad esempio, oltre ai costi legati alle carenze della trasmissione e della distribuzione, che comportano perdite stimate tra 1,5 e 1,8 miliardi di euro fino al 2020.

Roberta Ragni

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