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greeneconomy2014Capodanno, tempo di bilanci. Tagli agli incentivi sul fotovoltaico, disastri idrogeologici che perpetuano senza interventi concreti, nonché la depenalizzazione dei pochi reati ambientali presenti sul nostro codice, il bilancio ambientale del 2014 lascia piuttosto a desiderare.

Quanti speravano che l'Italia cogliesse nel Semestre Europeo un'occasione per rilanciare la green economy sono rimasti amaramente delusi. Come evidenzia anche il WWF, è mancata un'azione forte e concordata nel Governo, tra Ministero dell'Ambiente e Ministero dello Sviluppo Economico, per dispiegare tutta la sua azione diplomatica in vista della COP 20 di Lima del dicembre 2014 sui cambiamenti climatici.

Nella speranza di un 2015 migliore, ecco i punti salienti e dolenti dal punto di vista ambientale dell’anno che sta per finire.

1) Tagli agli incentivi per il fotovoltaico

Il Decreto ‘Spalma incentivi’ nel mirino: le energie rinnovabili in crisi per un sostanziale taglio agli incentivi, ma non solo il fotovoltaico. La legge infatti mette in pericolo anche tutte quelle realtà che beneficiano del meccanismo dei certificati verdi, tariffe onnicomprensive o tariffe premio il cui periodo incentivante è previsto successivo al 31 dicembre 2014.

2) Genova: ancora disastri idrogeologici senza interventi radicali

Dopo l’alluvione che ha travolto Genova e altri territori liguri, la città è costretta a viverne un altro, a conferma di manovre anti rischio idrogeologico totalmente assenti, nonostante il .

3) Legge di Stabilità 2015: tagli alla governance ambientale

Nonostante il positivo ecobonus per l’efficienza energetica, la Legge di Stabilità 2015 assegna poco più di 253 milioni di euro, pari appena allo 0,8% dell’ammontare complessivo, alla governance ambientale, quindi ristrutturazioni difesa del mare e del suolo, tutela della biodiversità, delle aree protette e delle specie a rischio, controlli e bonifiche ambientali.

4) Disastro Eternit: annullata la pena

La Cassazione annulla la pena relativa alla condanna per disastro ambientale all’ex amministratore delegato di Eternit, Stephan Schmidheiny. Il miliardario svizzero era l’unico imputato; condannato a 18 anni di reclusione il 3 giugno 2013 della Corte d’appello di Torino per lavorazioni dolose all’amianto, viene “salvato” dalla prescrizione.

5) Depenalizzazione dei reati ambientali

Sembra incredibile ma è vero: dopo la prescrizione della condanna Enternit, il nostro Governo decide di depenalizzare i pochissimi reati ambientali annoverati nel nostro codice. Nella legge, attualmente un decreto che dovrà essere approvato dal nostro Parlamento, è previsto, tra i vari “sconti”, di depenalizzare il reato di inosservanza delle disposizioni dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) in merito alle emissioni in atmosfera.

6) Aumento dell'IVA sui Pellet

Last but not least, l'aumento dell'IVA sul pellet, diventato per molte famiglie una valida alternativa al gas che permette risparmi considerevoli. Una decisione che penalizzerà soprattutto le popolazioni di montagna e coloro che vivono in zone non raggiunge dalla rete del gas. Ed in genere tale decisione potrebbe ostacolare un maggior rispetto dell'ambiente dal punto di vista energetico. Con l'aumento dell'Iva ora scegliendo il pellet si risparmierà molto meno.

“Il bilancio per il 2014 segnala un governo incapace di concepire una nuova economia basata su innovazione, efficienza, sostenibilità ambientale e valorizzazione del capitale naturalescrive il WWF - che faccia annoverare l’Italia tra i Paesi più avanzati dell’Europa nell’affrontare la crisi di sistema che attraversa il continente”.

Roberta De Carolis

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