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immagineI veri "giacimenti" dell'Italia? Sono agricoltura di qualità, rinnovabili e ricerca. Ne sono convinti gli Italiani, che vedono il loro futuro di un solo colore: il verde. Secondo la ricerca di Lorien Consulting e La Nuova Ecologia, presentata al Forum QualEnergia, è molto alta la sensibilità degli Italiani verso le tematiche ambientali, nonostante i morsi della crisi.

PER RIPARTIRE: AGRICOLTURA DI QUALITÀ, RICERCA E RINNOVABILI – Si parte dalla disponibilità a maggiori sacrifici per ridurre l'impatto ambientale: è in calo rispetto all'anno precedente c'è stato, il 63%, era il 77% nel 2013, ma la maggior parte dei cittadini italiani è ancora disposta a farli, confermando un buon radicamento della coscienza ambientale. Tendenza che è ribadita anche dalla scelta degli asset strategici da parte degli italiani per ripartire.

Per 51 italiani su 100 l'agricoltura e la produzione alimentare d'alta qualità, come quella garantita dal biologico, è l'asset vincente, mentre la ricerca e il sistema universitario d'eccellenza guadagnano l'argento con un 49%. Un bronzo quasi ex equo, infine, va alle energie rinnovabili, con un 37%, seguite dall'ecoturismo al 36%.

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GOVERNO BOCCIATO SULLE POLITICHE AMBIENTALI - Il dato di contesto è quello che riguarda la fiducia nell'esecutivo di Matteo Renzi, che è scesa dal 66% immediatamente dopo le elezioni europee al 49%. La novità arriva dall'estrazione petrolifera sul nostro territorio, difesa a spada tratta dal Governo, con il controverso provvedimento "Sblocca trivelle" che, se si votasse in un referendum, sarebbe abrogato.

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Il 51% degli italiani è contrario ad altre trivellazioni petrolifere, solo il 37% si dice favorevole. Sorpresa per la segmentazione del parere per partito d'appartenenza. Il Pd è spaccato in due con un 48% a favore e il 47% contro, mentre ben il 55% degli elettori di Forza Italia boccia senza appello il provvedimento. Ciò a dimostrazione di come la sensibilità ambientale sui grandi temi sia trasversale. E l'esecutivo viene "rottamato" anche più in generale sul fronte delle politiche ambientali, visto che il 53% degli italiani boccia il Governo sia sulla tutela ambientale, sia sulla promozione della green economy.

RINNOVABILI, EFFICIENZA E RIDUZIONE DEL TRAFFICO - Gli italiani hanno le idee chiare anche in tema di interventi su energie e industrie, quando si parla di clima. Il settore prioritario per lottare contro i cambiamenti climatici è la conversione della produzione elettrica a rinnovabili, al secondo posto si pone la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni dirette delle industrie e al terzo gradino del podio troviamo la riduzione del traffico merci su gomma. Si tratta di scelte politiche importanti, queste, che di sicuro contribuiscono a rafforzare la convinzione che hanno gli italiani, circa il fatto che si possa centrare l'obiettivo del 100% d'energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2050.

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La green economy, i temi ambientali e la sostenibilità, quindi, nonostante la crisi, rappresentano sempre più una priorità netta. E non solo per gli Italiani. Come ha confermato Yin Jun, il consigliere scientifico dell'ambasciata cinese, durante la tre giorni, anche la Cina, uno dei Paesi più inquinati e inquinanti del mondo, sta cercando di invertire la rotta puntando su "azioni urgenti per migliorare la situazione ambientale, il tutto in un'ottica di green economy".

In questa ottica si inserisce l'accordo con gli Stati Uniti sulle emissioni, che impegnerà la Cina ad aumentare al 20% entro il 2030 la quota di combustibili non fossili utilizzata per la produzione di energia primaria. E l'Italia? Partita come pioniere, oggi si ritrova con una parte rilevante del mondo politico, come fa notare Luca Biamonte, Direttore delle Relazioni Esterne dell'Editoriale Nuova Ecologia, impegnata in continui attacchi alle fonti d'energia rinnovabili, in favore delle fonti fossili, "nonostante l'elettorato di un partito di Governo come il Pd appaia spaccato in due".

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Roberta Ragni

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