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cambogiaLe proteste per il salario minimo per 500.000 lavoratori tessili della Cambogia sono diventate mortali: la polizia di Phnom Penh ha sparato su una folla in sciopero e ha ucciso almeno quattro persone.

Così reagisce alla disperazione degli operai il Governo del Paese asiatico, che vanta un PIL annuo di 14 miliardi dollari, di cui ben 5 miliardi provenienti proprio dall'industria dell'abbigliamento.

Il vero boom per il settore è arrivato con l'aumento dei salari in Cina, che ha dato ai produttori un motivo in più per aprire attività altrove in Asia, in cerca di manodopera a basso costo. L'industria tessile qui è la principale fonte di occupazione , con entrate salite del 22 per cento nei primi 11 mesi del 2013 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono 559 le fabbriche che producono abbigliamento e calzature per marchi quali Nike, Adidas, Puma e Gap.

Ma, se il tessile è cresciuto rapidamente negli ultimi anni, altrettanto velocemente sono aumentate le aspettative dei lavoratori, che chiedono il salario minimo mensile di 160 dollari, circa il doppio rispetto a quello attuale, fissato ad appena 60 dollari dal governo.

Per questo sono scesi in massa in piazza, stanchi di essere vessati da condizioni di lavoro disumane e dall'inflazione, che ha divorato i loro guadagni tanto da rendere difficile pagare l'affitto, i generi alimentari e far fronte alle altre necessità. Gli stabilimenti sono rimasti chiusi per tutta la settimana, con perdite stimate attorno ai 30.000 dollari al giorno.