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workerMichele Morini è uno dei soci di Ri-Maflow a Trezzano sul Naviglio, una cooperativa nata dalle ceneri di Maflow, azienda che produceva componentistica per grandi aziende automobilistiche e che, in seguito a discutibili operazioni finanziare della dirigenza, venne dichiarata insolvente con 300 milioni di debito nel 2009.


Dopo un anno e mezzo di amministrazione straordinaria, Maflow è acquistata da un imprenditore polacco. Solo 80 operai su 320 vengono mantenuti a lavorare, senza alcuna strategie di rilancio dello stabilimento. Passano appena due anni e mezzo arriva la chiusura. Ma Michele e un gruppo di ex operai occupano la fabbrica fino a fondare, a marzo 2013, una cooperativa tentando di specializzarsi nel riciclo di materiali: «RI come "riciclo", RI come "rinascita"».

Oltre a seguire corsi di formazione per affrontare la nuova avventura, organizzano feste di raccolta fondi e gruppi di acquisto solidale. L'obiettivo, nemmeno a dirlo, è quello di riassumere tutti i dipendenti che l'azienda aveva nei suoi tempi migliori.

È questa una delle tante storie raccontate da un'inchiesta del sito di giornalisti, grafici e ricercatori, coordinati da Valentina Parasecolo, ilbureau.com, che ha censito le avventure italiane di workers buy out, un fenomeno nuovo nel nostro Paese che indica l'operazione di acquisto di una società da parte dei dipendenti.

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Grazie al workers buy out, scrive Leonardo Bianchi, "alcune imprese sono riuscite a non farsi travolgere dal tracollo del Paese e a rimanere sul mercato proprio attraverso il passaggio a una società cooperativa. Secondo un monitoraggio di Coopfond (il Fondo Mutalistico di Legacoop), dal 2008 a oggi i casi di WBO sono stati 29 in svariati settori, tra cui anche l'informatica e la farmaceutica".

la-mappa-della-rinascita

Le regioni coinvolte sono Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia, Umbria, Marche e Lazio. Per queste operazioni Coopfond ha erogato complessivamente circa 30 milioni di euro, mentre i posti di lavoro creati sono più di 600.

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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