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agricoltura giovaniL'agricoltura è l'unico settore in crescita dal punto di vista dell'occupazione. Le assunzioni dei giovani si sono incrementate del 9% nel corso del primo trimestre del 2013. Nei prossimi anni, grazie al turn-over generazionale, il lavoro nei campi potrebbe garantire 200 mila nuove opportunità di occupazione.

L'aumento delle occupazioni dei giovani in agricoltura per il 2013 viene considerato come un vero e proprio record da parte della Coldiretti. Si tratta infatti dell'unico settore che mostra al momento segni di vitalità economica, con una variazione tendenziale in positivo del PIL dello 0,1% ed un aumento degli occupati dipendenti complessivi dello 0,7%. Questi dati sono in netta controtendenza rispetto agli altri settori per il primo trimestre dell'anno.

Viene così confermata la modernità del modello di sviluppo agricolo italiano, che potrà rappresentare un punto di riferimento per gli altri settori. L'agricoltura al momento è un simbolo della fiducia nel futuro. I giovani credono che il ritorno alla coltivazione della terra possa rappresentare un impulso positivo; le possibilità di occupazione aumentano, così come sale il numero dei ragazzi che si iscrivono alle scuole di agricoltura.

La crescita di opportunità nel settore agricolo è resa evidente dal boom del 29% delle iscrizioni negli istituti professionali agricoli e del 13 per cento negli istituti tecnici di agraria, agroalimentare ed agroindustria, secondo una analisi della Coldiretti sui dati relativi alle iscrizioni al primo anno delle scuole secondarie di II grado statali e paritarie per l'anno scolastico 2012/2013 divulgati dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

In agricoltura le opportunità di lavoro sono concrete, come ha sottolineato la Coldiretti, e sono rivolte sia a coloro che si trovano alla ricerca di una occupazione a tempo pieno, sia a chi desidera un impiego stagionale. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione culturale, in cui la vita in campagna non è più considerata un sinonimo di arretratezza, ma una vera e propria opportunità per dare una svolta alla propria vita, anche da parte di chi aveva intrapreso o sognato una carriera diversa.

Ecco dunque spiegato il fenomeno della fuga dei giovani verso la campagna, alla ricerca di un impiego più sicuro e soddisfacente. Come comunicato dalla Coldiretti, non esiste soltanto il problema della disoccupazione, ma anche dello scontento nato dal fatto di svolgere un lavoro che non si ama veramente. Il 77% dei giovani sotto i 40 anni sognerebbe un'occupazione diversa.

Secondo un'indagine condotta da Swg per conto di Coldiretti, il 38% dei giovani italiani preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale o fare l'impiegato di banca. Inoltre, negli ultimi dieci anni si è registrato un incremento del numero delle aziende agricole gestite dai giovani.

1 impresa agricola su 3 ha meno di 10 anni e in Italia nel 10% dei casi la conduzione delle aziende agricole viene gestita da persone che hanno meno di 40 anni. Il 45,3% è diplomato e l'11,2% ha una laurea. Il consiglio della Coldiretti per i giovani che vorrebbero cambiare vita ed iniziare a lavorare in campagna consiste nella formazione scolastica e nel seguire uno dei tanti corsi professionali rivolti a chi desidera diventare un imprenditore agricolo organizzati a livello regionale per acquisire competenze e ottenere la qualifica dal punto di vista fiscale.

Marta Albè

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