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green_job_piccoloIl rispetto dei parametri sanciti nel protocollo di Kyoto e gli incentivi elargiti dal governo negli ultimi anni hanno contribuito alla crescita della green economy nel nostro Paese, conducendo ad un forte incremento occupazionale dei green jobs, in controtendenza con l’andamento generale del mercato.

Secondo le stime della Commissione europea entro la fatidica data del 2020, infatti, saranno 2,8 milioni i posti di lavoro generati dalla green economy, portando a 4,5 milioni i colletti verdi impiegati nelle fonti rinnovabili. Come testimoniato dall’indagine condotta da Symbola ed Unioncamere, a livello imprenditoriale nel 2009 il 30% delle pmi italiane ha puntato in maniera decisa verso la green economy generando un totale di 200.000 assunzioni totali. I benefici hanno colpito in misura preponderante legislatori, dirigenti e imprenditori e più ancora (60.4%) tra artigiani, operai specializzati e agricoltori.

Le prospettive migliori in questo settore toccheranno maggiormente gli under 25, che nel giro di 6 mesi vedranno crescere le loro possibilità occupazionali, in particolare nel campo dell’installazione di impianti solari e fotovoltaici( fonte Gi Group) , soprattutto nel sud Italia. La green economy è divenuta oramai uno dei settori pulsanti dell’economia italiana capace di generare, secondo le più rosee previsioni un milione di posti di lavoro entro tre anni.

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Dall’indagine condotta dalla Fondazione Symbola ed Unioncamere con la collaborazione dell'Istituto Guglielmo Tagliacarne, presentata al seminario di Symbola, che si è tenuto qualche tempo fa nelle Marche, risulta che il 30% delle piccole e medie imprese manifatturiere italiane (tra 20 e 499 addetti) nella crisi puntano anche su scelte connesse alla green economy, con una percentuale che sale nelle imprese che esportano (33.6%), che sono cresciute economicamente anche nel 2009 (41.2%), che hanno elevato la qualità dei loro prodotti (44.3%). E spesso sono azioni che si incrociano con una spinta per l’innovazione e per la valorizzazione delle qualità delle risorse umane.

L'indagine inoltre individua 317 figure professionali green all'interno di tutte le classi professionali, con picchi oltre il 50% tra i legislatori, dirigenti e imprenditori e più ancora (60.4%) tra artigiani, operai specializzati e agricoltori. Sulla base dell'andamento delle assunzioni green registrate negli ultimi anni si può stimare che tra nuovi occupati e riqualificazione di attività esistenti siano in gioco almeno un milione di posti di lavoro.


Superare la crisi,” spiega Ermete Realacci , “è una sfida che l’Italia può vincere se saprà cogliere nelle caratteristiche del suo sistema produttivo le radici di una scommessa sul futuro. Quello che emerge dalla ricerca è il quadro di un’Italia che pur tra ritardi e difficoltà è capace di misurarsi con le sfide di domani. È questo il senso della green economy: la prospettiva di un’economia a misura d’uomo che affronta le questioni ambientali scommettendo sull’innovazione, sulla ricerca, sulla conoscenza. È una sfida in cui l’Italia è già presente e può svolgere un ruolo di primo piano se mette in campo le sue qualità migliori. Quelle che sono visibili in controluce nel successo del padiglione italiano all’Expo di Shanghai. Un incrocio unico tra storia e bellezza, made in italy, comunità e qualità territoriali”.

Se da un lato le ripercussioni della crisi dello scorso anno non sono state ancora completamente riassorbite, d’altra parte si cominciano a vedere segnali concreti di ripresa e una voglia di riscatto diffusa,anche in settori a lungo in sofferenza, come ad esempio l’Automotive e l’indotto" afferma Stefano Tomasi, direttore di Gi Group Corporate. "Dal nostro osservatorio emerge, infatti, la tendenza trasversale a diversi settori - con l’eccezione dell’ambito sanitario che è l’unico a prospettarsi in contrazione - a mantenere stabili od aumentare le assunzioni, con una forbice, anche legata alla stagionalità, che va dal +5% al +30% rispetto al primo semestre di quest’anno, mentre un andamento più incerto per l’ICT e la Pubblica Amministrazione che, in particolare, risentirà dei tagli del 50% alla spesa per la somministrazione del personale (decreto legilstivo n.78/2010), anche se ci saranno opportunità di lavoro per figure nuove come gli Esperti di Politiche Attive per il lavoro e per la preselezione ai concorsi pubblici", ha concluso Tomasi.

Nicola Clemente

 

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