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fotovoltaico dumpingChiedere un percorso legislativo che possa portare al riconoscimento dell'attività svolta sul campo da parte degli installatori di impianti da fonti rinnovabili. È questo l'obiettivo dell'interrogazione presentata dall'onorevole Susanna Cenni, parlamentare toscana del Pd, e sottoscritta dal collega Luigi Dallai e firmata dai parlamentari Pd Luigi Bobba, Ermete Realacci e Dario Nardella.

I responsabili tecnici che installano da anni pannelli solari o fotovoltaici a cui verrebbe impedito di continuare a svolgere il proprio lavoro con l'entrata in vigore dei nuovi requisiti sono migliaia. 80.000, secondo Confartigianato, le imprese del settore installazione minacciate. "Per evitare questo rischio e correggere una norma che può produrre effetti pesantissimi, soprattutto in una fase già drammatica, si chiede al Governo di intervenire", spiega la parlamentare, chiedendo un provvedimento urgente per rinviare l'entrata in vigore dell'articolo 15 del Decreto legislativo n.28 del 2011, che limita l'abilitazione di responsabile tecnico per l'attività di installatore di impianti da fonti rinnovabili a coloro che hanno conseguito una laurea, un diploma di scuola secondaria con inserimento in azienda o un titolo di formazione professionale.

Il rischio, in questo modo, è quello di non dare spazio a coloro che hanno maturato negli anni, con lavoro specializzato e continuativo, una comprovata esperienza professionale sul campo, perché la norma esclude proprio loro, gli artigiani con esperienza ma senza diploma. Dal primo agosto 2013, invece, la qualifica di responsabile tecnico per l'attività di installatore di impianti da fonti rinnovabili è conseguita col possesso di uno dei seguenti requisiti: laurea in materia tecnica specifica; diploma di scuola secondaria e almeno 2 anni di inserimento in azienda; titolo di formazione professionale ed almeno 4 anni di inserimento in azienda.

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"La green economy - commenta Susanna Cenni - rappresenta un settore strategico per affrontare l'attuale crisi economica e istituzionale. Occorrerebbe incentivare la riconversione energetica, l'efficientamento, e sburocratizzare se vogliamo dare un po' di respiro alle imprese e ai professionisti che operano in questo settore. L'articolo 15 del Decreto legislativo n.28 del 2011, purtroppo fa altro, predisponendo certo fondamentali criteri per l'accesso alla professione di responsabile tecnico per l'attività di installatore di impianti da fonti rinnovabili, che si basano sul conseguimento di titoli di studio, ma senza contemplare la possibilità di ottenere tale qualifica con l'esperienza sul campo, adeguatamente certificata, escludendo di fatto tutti coloro che sino ad oggi hanno svolto questo lavoro".

Confartigianato e Cna si sono già mosse nei giorni scorsi inviando una lettera all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella quale hanno sottolineato gli effetti negativi che questa norma potrebbe avere sulle imprese che installano impianti fotovoltaici. "L'applicazione della norma - continua Cenni - comporterebbe una riduzione della concorrenza nel mercato determinando il sorgere o il consolidarsi di posizioni dominanti, con effetti molto negativi per le 70 mila imprese del settore attualmente in attività, che andranno incontro a problemi per l'operatività, i fatturati e i livelli occupazionali. Le nuove norme, infatti, imporrebbero ad artigiani e imprese tempi e costi pesantissimi, con il rischio di contribuire, in una fase così delicata, alla possibile cessazione di molte attività, alla perdita di professionalità acquisite e di numerosi posti di lavoro. Per questo abbiamo ritenuto opportuno chiedere al Ministero dello sviluppo economico di valutare attentamente le ricadute del provvedimento, lo abbiamo fatto con il quesito, ma anche con un appuntamento che ci auguriamo di ottenere appena insediato il nuovo Governo, chiedendo anche la possibilità di emanare un provvedimento urgente per rinviare l'entrata in vigore della norma, evitando l'applicazione di norme a carattere retroattivo che possono ledere il principio della libera concorrenza".

Roberta Ragni

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