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googleceoChloe Bridgewater, 7 anni, ha scritto nella sua vita soltanto due lettere, una per Babbo Natale e una per il Ceo di Google. In molti saremmo portati a pensare che ci sarebbe più probabilità di ricevere una risposta da Babbo Natale, invece Sundar Pichai le ha risposto.

Ad un certo punto Chloe, parlando con suo papa Andy, ha iniziato a chiedersi come fosse lavorare per Google. Le risposte del padre le hanno dipinto uno scenario molto allettante, così ben presto il sogno di lavorare in California per questa azienda fantastica è diventato un chiodo fisso.

Il passo successivo è stato quello di candidarsi, come peraltro suggerito da papà Andy. “Dear Google Boss”: inizia così la lettera di Chloe, nella quale poi spiega i motivi che la spingono a chiedere di essere assunta e le ragioni che allo stesso tempo dovrebbero spingere l’azienda a credere in lei.

Ebbene, evidentemente la lettera è stata così interessante da meritare una risposta del Ceo in persona.

“Se continui a lavorare sodo e a seguire i tuoi sogni potrai esaudire qualsiasi traguardo, da lavorare a Google a gareggiare alle Olimpiadi come nuotatrice”, le ha risposto Sundar Pichai, riferendosi ad una delle altre aspirazioni di Chloe.

E forse proprio il buon umore e l’ottimismo di questa bambina hanno attirato le attenzioni del Ceo, attenzioni che invece molte candidature di aspiranti manager non ricevono perché prive di qualsiasi naturalezza o originalità.

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Anna Tita Gallo

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