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superconnessoIn Francia è ufficiale, sancito dalla legge, il diritto alla disconnessione, che di fatto autorizza i lavoratori a non rispondere a messaggi e-mail o chiamate quando sono fuori ufficio. In Italia intanto si fa largo una norma simile nel testo della legge sullo smart working.

Oltralpe è la Loi Travail, varata quest’estate, a concedere che i dipendenti si disconnettano dal lavoro al di fuori dell’orario prestabilito. Sembra un paradosso, ma gran parte dello stress da lavoro deriva per molti proprio da quell’impossibilità di “staccare” che però non è affatto un obbligo, quel check continuo di caselle di posta ed sms.

Non a caso ci sono imprese che spengono i server nelle ore notturne per far sì che nessuno sia schiavo di questo controllo maniacale, sebbene poi i lavoratori tendano a comunicare su canali privati, dimostrando una schiavitù dalla tecnologia senza precedenti.

Saranno poi accordi interni alle singole aziende e con i sindacati a regolare in Francia quando i dipendenti potranno essere irreperibili con una protezione legislativa a proprio favore. Nessuna sanzione comunque per le aziende che non si adegueranno al cambiamento normativo con misure interne ad hoc.

In Italia il testo della legge sullo smart working prevede qualcosa di similare. In particolare ci si riferisce ai lavoratori che svolgono le proprie mansioni in remoto, da casa quindi. Questi lavoratori vengono del tutto equiparati ai lavoratori “tradizionali”, che si recano sul posto di lavoro. Ma la legge cerca di ovviare a quella reperibilità continua che il lavoratore percepisce in maniera errata, dato che tendenzialmente chi non lavora in sede si sente obbligato a non farsi mai trovare in pausa o lontano dai dispositivi che lo connettono al mondo aziendale.

Che sia chiaro: quello alla disconnessione digitale è un diritto. D’altra parte lo smart working è una modalità che assolutamente supera le vecchie abitudini aziendali: il lavoratore è del tutto autonomo, si autogestisce, e viene remunerato sostanzialmente per il risultato raggiunto. Il diritto alla disconnessione prevede che vengano fissati dei momenti in cui il lavoratore può non essere reperibile sui dispositivi digitali (piattaforme aziendali comprese), sempre in relazione ad accordi prestabiliti e in relazione al tipo di lavoro svolto.

Non è certo uno scenario ideale per datori di lavoro vecchio stampo, che pretendono un controllo continuo (peraltro poco utile) sul lavoratore ma non considerano i vantaggi di un lavoro svolto in sedi diverse (meno inquinamento, meno costi aziendali, meno spostamenti, più produttività).

> scarica qui il testo del ddl 2233

Anna Tita Gallo

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