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lavoratoremaniGli italiani sono soddisfatti del proprio lavoro? Secondo “Aspetti della vita quotidiana”, l’indagine annuale dell’Istat, non molto. Ma dalle nuove tabelle Istat emerge anche che il problema maggiore è un altro e ben noto: il lavoro manca. E le donne restano indietro.

SODDISFAZIONE - Il 18,1% è poco soddisfatto, il 3,5% non lo è affatto. Oltre a questo dato già abbastanza eloquente, emerge un gap di soddisfazione in base alla collocazione geografica: al Nord il 16,5% si dichiara molto soddisfatto, al Centro il 62% è abbastanza soddisfatto, mentre al Sud il 21,7% è poco soddisfatto della propria occupazione. Emerge anche una differenza tra generi. Le donne molto o abbastanza soddisfatte sono il 76,5%, gli uomini il 73,6%.

Sono gli uomini a determinare l’aumento degli insoddisfatti del proprio lavoro nel tempo. Infatti nel 2005 quelli non soddisfatti o poco soddisfatti erano il 19,6%, mentre nel 2015 sono saliti al 22,4%. Com’era prevedibile, sono dirigenti, imprenditori e liberi professionisti quelli più soddisfatti (20,0%).

IL LAVORO CHE NON C’ È – Resta il fatto che altri dati Istat ricordano che molti italiani sono senza reddito da lavoro. In realtà i dati del 2015 mostrano una percentuale in calo, ma sono 1 milione 92 mila i nuclei, compresi quelli di un solo individuo, in cui risultano disoccupati tutti i componenti attivi che partecipano al mercato del lavoro. O meglio, se un reddito esiste, non proviene affatto da un’attività lavorativa. Sono comunque il 7,5% in meno (89mila in meno) rispetto al 2014, quando erano 1 milione 181 mila.

IL RUOLO DELLE DONNE – In 200 mila famiglie italiane tra i 25 e i 64 anni lavora la madre, con i padri che invece restano a casa disoccupati (+4,2% rispetto al 2014). Ma in 217 mila famiglie la donna è inattiva, quindi con tutta probabilità casalinga. Questo dato è collegabile ad un altro, quello relativo al numero di figli: le single occupate tra i 25 e i 34 anni sono il 73,9%, mentre le occupate madri sono il 44% e addirittura il 20,1% se i figli sono almeno 3.

Anna Tita Gallo

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