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tattooI tatuaggi sono ormai un elemento che non sorprende, ma in alcune occasioni potrebbero risultare scomodi. Ad esempio sul luogo di lavoro, se le aziende non sono ancora tatoo-friendly. Ma a volte già durante i colloqui di lavoro i candidati temono di ritrovarsi di fronte recruiter piuttosto severi che non gradiscono disegni sulla pelle in bella mostra, oppure non sono certi che sul luogo di lavoro al quale aspirano siano del tutto tollerati. Sarebbe opportuno nasconderli prima di un colloquio?

Alcune aziende hanno standard rigidissimi, che impongono l’assunzione di personale assolutamente privo di piercing o tatuaggi. Meglio informarsi prima su queste eventuali norme, soprattutto se i tatuaggi sono appariscenti e in aree del corpo ben visibili. In questi casi, semplicemente occorre attenersi alle regole: anche se non vale più l’equazione “tatuaggio = cattiva persona” è una battaglia persa.

Ma altre volte è pura e semplice questione di opinione e gusto estetico personale. Secondo un’infografica di Skinfo, il 63% degli ultrasessantenni americani ritiene che i tatuaggi non siano appropriati al lavoro, mentre solo il 22% della fascia 18-25enni intervistati pensa ciò. Com’era prevedibile, meglio quindi puntare ad aziende giovani se si sfoggiano tatuaggi molto evidenti. È una conclusione a cui si può arrivare anche solo usando l'intuito e vale anche per l'Italia.

L’avversione per i tatuaggi potrebbe essere una questione culturale. Negli Usa, come svela l’infografica, sono più restii ad accettarli in Stati come Texas, Oklahoma, Louisiana e Arkansas.

Naturalmente, il settore nel quale si lavora influisce notevolmente. Nel comparto militare il 36% dichiara di avere tatuaggi, chi lavora nelle istituzioni ne ha meno (l’8%). È alquanto strano se pensiamo che in entrambi i casi si tratta di persone “al comando”, ma di fatto sappiamo anche che, a livello culturale, il tatuaggio simboleggia anche forza, coraggio, virilità, valori tipici di chi opera nell’esercito.

tattoo infografica

Un po’ a sorpresa, solo il 16% di chi lavora nel settore media/arte/entertainment dichiara di avere tatuaggi.

Ma rispondiamo alla domanda inziale: meglio nascondere i tatuaggi prima di un colloquio? Se l’istinto e la passione ci porterebbero a rispondere di no senza esitazioni, in realtà è meglio affidarsi al buon senso. Vale la regola di presentarsi ad un colloquio di lavoro con uno stile sobrio, quindi meglio non ostentare. E il riferimento non è solo ai tatuaggi, ma anche all’abbigliamento, all’acconciatura e a qualsiasi accessorio che potrebbe risultare fuori luogo e di cattivo gusto.

Anna Tita Gallo

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