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Si parte inseguendo il sogno australiano. Un periodo di “vacanza lavoro” nei campi, il WWOOFing, per i giovani. In tanti ci riescono ma non è tutto oro quello che luccica. E i ragazzi italiani – ma anche i loro coetanei asiatici e inglesi – finisco per essere ridotti in schiavitù e nei casi più gravi anche sottoposti a violenze sessuali.

A scoprire cosa si cela dietro le “vacanze-lavoro” in Australia è stata un'inchiesta condotta dal programma televisivo Four Corners, che ha fatto luce sulle condizioni di lavoro e di vita in cui versano oltre 15.000 ragazzi. Un'inchiesta, ripresa dal Corriere della Sera, che racconta storie degradanti di molestie, abusi verbali e persino violenze sessuali.

Sporchi segreti stanno dietro il cibo fresco dell'Australia. Fresco, forse, ma non pulito. Gran parte di esso viene prodotto e imballato da un esercito nascosto di lavoratori migranti sfruttati senza pietà, secondo quanto rivela Four Corners. L'indagine ha scoperto squadre di lavoratori in nero gestiti da imprenditori senza scrupoli nelle aziende agricole e nelle fabbriche di tutto il paese. I prodotti forniscono nei principali supermercati e nelle catene di fast food.

Quasi ogni prodotto fresco che si prende in mano sarà passato per le mani dei lavoratori che sono stati sfruttati”.

Questi imprenditori che offrono lavoro puntano gli occhi sui giovani e vulnerabili stranieri, molti dei quali con un inglese molto limitato, giunti in Australia col sogno di lavorare in un paese giusto. Ma quello che trovano è un incubo: orari di lavoro disumani, condizioni di vita degradanti e salari bassissimi.

La reporter Caro Meldrum-Hanna è riuscito a filmare sotto copertura questo mondo di tenebre. Un lavoratore migrante le ha raccontato:

"Il modo in cui ci hanno trattati era disumano”.

Particolarmente a rischio le lavoratrici, che hanno denunciato molestie e aggressioni. A confermarlo anche Mariangela Stagnitti, presidente del Comitato italiani all’estero di Brisbane: “In un solo anno ho raccolto 250 segnalazioni fatte da giovani italiani sulle condizioni che avevano trovato nelle “farm” australiane. Alcune erano terribili”.

Due ragazze, riporta il Corriere, le hanno raccontato la loro odissea in un’azienda agricola che produceva cipolle rosse. Si lavorava dalle sette di sera alle sei di mattina, sotto la pioggia e col freddo.

“Non potevano neanche andare in bagno, dovevano arrangiarsi sul posto”, dice Stagnitti.

Proprio nei giorni scorsi, il Dipartimento per l’Immigrazione ha deciso che il “WWOOFing” nelle azienda agricole in cambio di vitto e alloggio, non darà più la possibilità di fare domanda per il secondo anno di visto “Vacanza Lavoro”.