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hr digital era 0La tecnologia, in particolare internet e la disponibilità di nuovi strumenti digitali, sta rivoluzionando il modo in cui potenziali datori di lavoro identificano e reclutano nuovi talenti.

Secondo Miranda Nash, Presidente della società di risorse umane Jobscience, internet ha cambiato radicalmente il tradizionale ciclo di assunzione, rendendolo "più veloce, meno costoso e più efficiente sia per chi offre, sia per chi cerca lavoro. Tuttavia, come in qualsiasi processo evolutivo, si sono sviluppate nuove difficoltà che è necessario affrontare."

"La buona notizia" – aggiunge Nash – "è che fare piccoli aggiustamenti per adattarsi alla nuova era digitale in materia di reclutamento è abbastanza facile, sia per i candidati che per i datori di lavoro."

Ecco, secondo Nash, i 5 modi in cui internet ha cambiato il modo di cercare e assumere talenti, mutando sensibilmente il rapporto tra chi cerca e chi offre lavoro:

1.Trasparenza

Oltre il 35% dei datori di lavoro utilizza i social network per attuare uno screening dei candidati, cercando di valutare attraverso i loro profili sia le loro caratteristiche che la loro compatibilità con la propria cultura aziendale. Al tempo stesso, anche i candidati usano i social media per ricercare e valutare dei potenziali datori di lavoro, monitorando offerte e notizie su LinkedIn o Facebook oppure seguendo gli hashtag di Twitter. Ciò significa che entrambi, sia chi cerca che chi offre lavoro, devono lavorare sodo per mostrare sui social il proprio volto migliore, in modo da fare subito una buona impressione.

2. I colloqui

Videochiamate e chat hanno reso più semplice il rito del colloquio di lavoro, abbattendo anche eventuali barriere geografiche. Con Skype, ad esempio, è possibile intervistare candidati a distanza, risparmiando sui tempi e sui costi. Il vantaggio è tangibile anche per chi cerca lavoro, che non deve spostarsi o prendere un giorno di ferie per potersi presentare ad un colloquio.

3. Assumere è (anche) una questione di marketing

Se chi cerca lavoro deve imparare a curare il proprio nome come fosse un brand, in modo da riuscire a proporsi al meglio a potenziali, futuri datori di lavoro, anche i reclutatori dovrebbero ricordarsi del marketing, trattando i candidati come consumatori e mantenendosi coerenti con la filosofia e i valori dell'azienda anche nel momento in cui conducono un processo di selezione. In questo modo, l'azienda darà un'impressione di coerenza e di efficienza, tutelando la propria reputazione.

4. Cambia il ruolo delle agenzie per il lavoro e dei cacciatori di teste

Gli strumenti digitali hanno azzerato la distanza tra i reclutatori interni alle aziende e le tradizionali agenzie per il lavoro. Per sopravvivere, queste ultime sono chiamate a specializzarsi e a ritagliarsi un proprio spazio: una soluzione è puntare su settori particolari, dove la ricerca di personale è più difficile, tanto da spingere le aziende a continuare ad affidarsi a cacciatori di teste professionisti.

5. Piccole e grandi imprese si contendono gli stessi talenti

La tecnologia, come si è detto, azzera le distanze, consentendo a PMI e start-up di accedere agli stessi strumenti delle grandi aziende e di cercare di accaparrarsi i talenti migliori. Di conseguenza, le grandi aziende si trovano a dover lavorare di più e meglio per attrarre potenziali dipendenti. Molti candidati, infatti, non basano la scelta di un impiego solo sull'ammontare del salario, ma valutano anche altri fattori, come la qualità dell'ambiente lavorativo e la possibilità di crescere professionalmente e di ottenere gratificazioni.

Lisa Vagnozzi

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