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economia circolare 000Entro il 2020 l'economia circolare potrebbe portare alla creazione di circa 205.000 nuovi posti di lavoro.

È quanto emerge da una ricerca focalizzata sulla Gran Bretagna e realizzata e diffusa da Green Alliance, ente di beneficenza e think tank indipendente specializzato in politiche ambientali.

Il report dal titolo 'Employment and the circular economy: job creation in a more resource efficient Britain', è realizzato in collaborazione con WRAP, ente no profit attivo nel settore del riciclo

Evidenzia che, se la Gran Bretagna continuerà a sviluppare una gestione efficiente delle risorse, implementando le misure già esistenti per il recupero e il riciclo dei materiali di scarto, si creeranno migliaia di nuovi posti di lavoro in tutto il Paese, e in particolare in aree-chiave quali il Nord-Est e le Midlands, dove il tasso di disoccupazione è più alto.

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Tali previsioni si basano sull'analisi di alcuni trend attuali, e in particolare sull'osservazione dai significativi passi avanti compiuti dal Paese nell'ambito dell'economica circolare, nella quale operano già oltre 400.000 persone.

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I nuovi posti di lavoro che potrebbero vedere la luce nei prossimi quindici anni riguarderanno lavoratori con background e profili professionali molto diversi tra loro e comprenderanno una vasta gamma di opzioni, da mansioni elementari ad incarichi più specialistici.

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Perché possa davvero funzionare, l'economica circolare, che mira a scardinare il processo lineare produzione-uso-discarica, eliminando il concetto stesso di "rifiuto" e di "scarto", necessita soprattutto di un cambiamento di prospettiva.

Come sostiene Matthew Spencer, direttore di Green Alliance, adottare una punto di vista "circolare" significa, ad esempio, progettare beni che durino più a lungo, che siano più facilmente riparabili nel corso del loro ciclo di vita e che siano pensati sin dall'inizio per essere recuperati e riciclati, una volta caduti in disuso o non più funzionanti.

"In un'epoca in cui molti si interrogano sulla provenienza dei posti di lavoro del futuro," - afferma Spencer - "avere un settore che offre un'ampia scelta occupazionale in tutto il Paese, e in particolare nelle aree ad alto tasso di disoccupazione, è una prospettiva allettante. Per essere in grado di far crescere questi posti di lavoro nell'ambito del recupero e della ri-lavorazione, è necessario che anche il Governo faccia la propria parte, fissando standard più elevati per la produzione e il recupero delle risorse."

Lisa Vagnozzi

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