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Rid-0001Trasformare uno spazio simbolo della vecchia Italia industriale ormai in declino nel primo hub europeo per start-up e imprese green e clean tech italiano. A Rovereto, la provincia di Trento ha recuperato l'antica Manifattura Tabacchi di Rovereto (TN) con l'obbiettivo di avere oltre 120 imprese al 2018. 3 i settori chiave: edilizia sostenibile, servizi ambientali ed energie rinnovabili.

La storica Manifattura Tabacchi è un edificio ottocentesco che si trova nel piccolo centro di Borgo Sacco, a pochi chilometri da Trento. È un antico complesso industriale, con oltre 2000 ettari di terreno, costruito nel 1854 per la lavorazione del tabacco, divenuto icona dello sviluppo industriale trentino.

Nel momento di massima attività, negli anni 20 del secolo scorso, arrivarono a lavorare in fabbrica 2000 persone che producevano 200 milioni di sigarette. Un centro all'avanguardia non solo dal punto di vista industriale ma anche sociale, qui venne inaugurato il primo asilo aziendale, il primo banco di mutuo soccorso, la prima organizzazione sindacale.

Dagli anni '70 in poi, con l'arrivo delle macchine e l'introduzione di processi automatizzati, il numero dei lavoratori cominciò a calare fino ad arrivare, verso la fine degli anni '90, a meno di 300. Nel 2008 la Manifattura chiude definitivamente.

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E questa è la prima parte della storia, quella che racconta il declino del modello industriale novecentesco in cui 2000 operai venivano impiegati nella produzione di un unico prodotto. Un modello, che non potrà più tornare, ma dalle cui ceneri sta nascendo un nuovo progetto dall'anima green.

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Si chiama Progetto Manifattura ed è la seconda parte della storia, quella in cui una vecchia fabbrica dell'800 si riconverte, per sostenere l'economia del futuro, attraverso un'iniziativa che trasforma lo storico edificio in un centro di innovazione nei settori dell'edilizia ecosostenibile, dell'energia rinnovabile e delle tecnologie per l'ambiente.

"Oltre ad essere sostenibili dal punto di vista energetico, questi edifici sono stati progettati in modo di accogliere un nuovo tipo di impresa, innovativa, che fa un uso diverso dello spazio" ci racconta Gianluca Salvatori, presidente di Progetto Manifattura. "In questi spazi lavorano giovani ad alta qualificazione, con una forte componente di autonomia e creatività, che hanno bisogno di lavorare liberi da vincoli fisici".

Sono più di 60.000 metri quadri messi a disposizione di imprese, centri di ricerca e strutture di formazione, pensati per far interagire le loro attività. "Spazi riarticolabili, che valorizzano la dimensione dell'interazione sociale, in cui è difficile capire dove un'impresa comincia e dove finisce. Sono tra loro interconnessi, in cui ciò che conta è il principio secondo cui l'innovazione nasce soprattutto dalla collaborazione e non solo dalla competizione".