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flags ue 450In attesa delle audizioni dei nuovi componenti della Commissione Ue, le associazioni ambientaliste per scongiurare un ridimensionamento delle politiche ambientali e climatiche. Ecco quanto chiesto da Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF.

LA NUOVA SQUADRA E LE PERPLESSITA’ – È la struttura stessa della nuova Commissione a preoccupare, le associazioni parlano di “una preoccupante retromarcia sugli impegni europei in materia di sviluppo sostenibile, efficienza delle risorse, qualità dell’aria, protezione della biodiversità ed azione climatica.

In particolare, la nuova squadra non rispecchia le “esigenze di sviluppo dell’ambizione europea in una delle poche aree di intervento dove l’utilità dell’azione comunitaria riscuote un così largo consenso tra i cittadini e anzi, così come è stata formalizzata rischia di rappresentare un tradimento degli interessi dei cittadini europei che tengono molto a cuore l’ambiente”.

INTERESSI - I portafogli clima ed energia sono stati accorpati sotto un unico commissario alle dipendenze di un Vicepresidente per l’Unione energetica, il che, secondo le associazioni, rischia di subordinare l’azione climatica agli interessi predominanti del mercato dell’energia. E lo stesso Commissario per il Clima e l’Energia ha interessi nell’industria dei combustibili fossili.

Non solo: il commissario ha competenze in materia di ambiente ma anche di Mare e Pesca. Non essendoci riferimenti alle priorità ambientali delle politiche comunitarie e alla mancata assegnazione delle tematiche ambientali ad una vicepresidenza, si teme ci si voglia orientare verso una deregulation in questo campo.

La conferma sarebbe la scelta di un Commissario di Malta, Karmenu Vella appunto, fortemente criticato per il mancato recepimento della normativa sulla protezione della natura, oltre che per i suoi affari in società ben note del panorama maltese del gioco d'azzardo (Betfair Malytese Board, Betfair Holding Betfair Poker Holdings)

INDUSTRIA E AMBIENTE – Sembra che la nuova Commissione possa far prevalere gli interessi dei gruppi industriali su quelli della salute e dell’ambiente: lo dimostra il passaggio dalla Direzione Generale Ambiente alla DG Industria della responsabilità dei rapporti con l’Agenzia europea sui prodotti chimici, che dovrebbe proteggere ambiente e cittadini da prodotti chimici dannosi e vigilare sulla corretta applicazione del regolamento REACH.

SVILUPPO SOSTENIBILE - Manca, inoltre, tra le materie affidate ai vicepresidenti il tema dello sviluppo sostenibile, dell’efficienza delle risorse e della green economy. È il segno che si vogliono sostenere politiche economico-industriali e occupazionali del passato?

Tutto ciò comprometterebbe pericolosamente il ruolo internazionale dell’Europa come pioniere e leader nell’affrontare la doppia sfida della crisi ambientale e climatica ad impegnarsi affinché queste preoccupazioni trovino una chiara risposta nel corso delle audizioni dei commissari e vicepresidenti. In caso contrario, il Parlamento europeo deve essere pronto a chiedere al Presidente Juncker di rivedere la sua squadra insieme alla struttura e alle priorità politiche della nuova Commissione, in modo da rispondere appieno ai bisogni e alle aspettative dei cittadini europei di questa e delle future generazioni”, chiedono quindi le associazioni.

Anna Tita Gallo

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