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giovanni la viaGiovanni La Via è stato eletto per acclamazione Presidente della Commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento Europeo.

Nato a Catania il 28 Giugno 1963, è cresciuto nell'azienda agricola del padre, che gli ha trasmesso sin da piccolo la passione per la terra e i suoi frutti. La Via è uno dei pochi deputati europei con il 100% di presenze alle votazioni in commissione e in sessione plenaria.

Relatore della riforma della Politica Agricola Comune, relatore del bilancio europeo per il 2013 e capodelegazione italiana del Ppe al Parlamento Europeo, oggi La Via è a capo della Commissione Envi, composta da 69 deputati che si occupano soprattutto delle politiche della tutela ambientale, dei cambiamenti climatici e della sicurezza dei prodotti alimentari.

"Faccio i miei auguri di buon lavoro a Giovanni La Via, eletto Presidente della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo. Un italiano alla guida di una commissione cosi importante è certamente una buona notizia per un Paese che ha appena assunto la presidenza del Semestre. Per affrontare e vincere le grandi sfide sui temi ambientali che attendono l'Italia e l'Europa sarà necessaria una costruttiva collaborazione tra il governo e le istituzioni di Bruxelles", afferma il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.

Nel frattempo, Paolo De Castro è stato eletto all'unanimità presidente per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo che, nella nuova composizione, potrà contare anche su tre vice presidenti S&D provenienti da Francia, Spagna e Romania. De Castro ha ricordato le numerose sfide che in questa nuova legislatura vedranno l'agricoltura europea sempre più protagonista.

Dopo aver valutato e ripreso i "dossier pendenti" della scorsa legislatura, si inizierà a lavorare all'importante regolamento che riformerà il funzionamento dell'agricoltura e dell'etichettatura dei prodotti biologici. Ma sarà solo l'inizio, perché nei prossimi mesi sono attesi altri dossier come quello della riforma del sistema ortofrutticolo europeo, senza dimenticare la riflessione in corso sulla gestione del settore lattiero che, a partire da marzo 2015, non avrà più quote produttive.

La fase più importante sarà senza dubbio la revisione di medio termine della Pac 2020. Un percorso che partirà da una valutazione d'impatto cui seguiranno linee guida e proposte legislative per proseguire il lavoro di correzione della riforma approvata lo scorso anno e per attualizzarla rispetto a uno scenario globale in continua evoluzione.

Di rilevanza strategica anche il negoziato commerciale tra Europa e Stati Uniti (Ttip) al cui interno le implicazioni per il settore agroalimentare, tra cui l'abolizione delle barriere non tariffarie di alcuni prodotti agricoli e di specie di allevamento e la tutela delle produzioni di qualità certificata, assumeranno un ruolo decisivo.

Prosegue dunque il lavoro nella nuova Comagri per un'agricoltura capace di leggere e tradurre le esigenze di un contesto diverso e articolato, avendo sempre come priorità la tutela dei consumatori e il sostegno agli agricoltori d'Europa. Un lavoro che sarà proficuo anche in considerazione delle possibili sinergie con la Commissione per l'Ambiente che sarà presieduta dall'on.le Giovanni La Via.

Roberta Ragni

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