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enel tecnico 450Dopo l’annuncio delle nomine dei vertici delle società partecipate (Eni, Enel, Poste Italiane, Finmeccanica, Terna), arrivano le prime reazioni dal mondo degli ambientalisti e della green economy.

Come avevamo anticipato su greenBiz.it, fanno ben sperare, in particolare, la nomina di Francesco Starace che da Enel Green Power diventa ad di Enel e quella di Catia Bastioli di Novamont che, salvo ripensamenti dell’ultim’ora, si avvia ad essere il nuovo presidente di Terna.

GREEN ECONOMY PIU’ FORTE - “Con la nomina di Francesco Starace e Catia Bastioli è più forte la green economy nel campo dell’energia. Lo attestano il ruolo avuto da Starace con Enel Green Power nella crescita delle fonti rinnovabili in Italia e nel mondo e quello di Bastioli con Novamont nella nascita e nello sviluppo della chimica verde. È oggi più praticabile un cambiamento nel campo dell’energia a partire dal grande tema della riduzione delle emissioni di CO2. Il nostro Paese può rafforzare il suo ruolo in Europa e nel mondo puntando su innovazione, ricerca, risparmio energetico, efficienza e fonti rinnovabili. Su un’Italia che fa l’Italia e affronta la crisi con un’idea di futuro”. È la reazione soddisfatta alle nomine da parte di Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente Territorio e Lavori pubblici della Camera.

L’ENEL DEL FUTURO - “ È innanzitutto una buona notizia che a capo dell’azienda non ci sia più Fulvio Conti. Sarebbe stato incredibile confermare per il quarto mandato consecutivo un signore che prima ha tentato la strada del nucleare, per fortuna bloccato da milioni di Italiani, e poi ha ventilato un assurdo piano di raddoppio della produzione da carbone, la fonte più inquinante e nociva per il clima e la salute”, ha commentato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. I segnali positivi, secondo Greenpeace, si notavano già nell’ultimo piano industriale di Enel soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo dell’efficienza energetica, sebbene ci sia ancora molta strada da percorrere per la dismissione degli impianti fossili, specialmente per quelli più vecchi, inefficienti e inquinanti.

Francesco Starace viene dal ramo migliore dell’azienda, quello che ha sviluppato un’importante filiera rinnovabile e garantito a Enel di continuare a stare sul mercato nonostante i molti errori del vecchio management. Speriamo voglia estendere a tutta l’azienda l’impulso sulle energie pulite e sull’innovazione, e che la sua nomina segni un rapido abbandono del carbone con cui Enel fa, ancora oggi, quasi il 50 per cento della sua elettricità in Italia”, ha aggiunto Boraschi, augurandosi che ora Enel faccia la sua parte anche in Europa per essere parte della soluzione e non del problema.

Anna Tita Gallo

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