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È stata approvata all'unanimità la risoluzione bipartisan per la stabilizzazione dell'ecobonus del 65% e l'allargamento della platea degli interventi ammessi per la detrazione. L'ok è arrivato nella serata di ieri dalle commissioni Ambiente e Finanze della Camera.


LA STABILIZZAZIONE - Il Governo, in pratica, grazie alla risoluzione a prima firma del presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, e a seconda firma del presidente della Commissione Finanze di Montecitorio, Daniele Capezzone, si è impegnato nella stabilizzazione della detrazione del 65%, tenendo fermo l'attuale parametro che prevede una differenza di 15 punti percentuali fra eco-bonus e l'agevolazione riconosciuta per gli ordinari interventi di ristrutturazione.

L'ESTENSIONE - Saranno inoltre ampliati i soggetti fruitori dell'eco-bonus, includendo tra gli aventi diritto anche gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, quelli relativi alla riqualificazione energetica di edifici interi, gli interventi di consolidamento antisismico degli edifici ricadenti in aree al alta pericolosità sismica che, per ragioni di tipo amministrativo, non rientrano ancora nelle zone 1 e 2 di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, e gli interventi di consolidamento antisismico dei beni immobili strumentali e delle strutture alberghiere.

L'IMPEGNO DELL'ESECUTIVO - E l'impegno verrà mantenuto, assicura il sottosegretario al Ministero dell'Ambiente, Marco Flavio Cirillo: "quello di rendere l'Ecobonus una misura strutturale era un impegno che il Governo aveva già assunto e che verrà realizzato al momento della conversione in legge del ddl Stabilità per il 2014. Non a caso, il Governo è anche intervenuto sulla risoluzione presentata dagli onorevoli Realacci e Capezzone, indicando la necessità di verificare l'effettivo miglioramento dell'efficienza energetica degli immobili sottoposti a interventi attraverso il parametro della classe energetica. In questo modo viene assicurato che l'Ecobonus del 65% vada a chi, migliorando la qualità della propria casa, contribuisce a quello sviluppo sostenibile indicato come priorità anche in occasione della Conferenza di Rio +20".

Una misura "sulla quale il Governo ha fatto un grande sforzo, vista la necessità di trovare adeguata copertura finanziaria alla perdita di gettito per l'erario che nel corso dei prossimi dieci anni andrà crescendo con l'entrata a regime del beneficio fiscale, e che dovrà essere coperta di anno in anno con la legge di Stabilità", prosegue Cirillo. Ciononostante, "manterremo l'impegno a rendere la misura strutturale e ad ampliare il novero degli interventi che possono usufruire dell'Ecobonus", assicura il sottosegretario. "Non solo per migliorare la qualità degli edifici in Italia, ma anche per dare un po' di ossigeno a un settore in forte crisi come quello dell'edilizia".

LA SCOMMESSA SULLA GREEN ECONOMY - La risoluzione è stata sottoscritta da tutti i gruppi politici, fa notare il primo firmatario, l'On. Realacci, "ed impegna il Governo ad assumere iniziative urgenti per mettere in sicurezza e riqualificare dal punto di vista energetico il patrimonio edilizio nazionale, sia privato che pubblico, con specifiche norme da inserire nella legge di stabilità". Oltre a rafforzare le politiche ambientali, anche in vista degli impegni per la riduzione delle emissioni assunti dall'Italia a livello internazionale, conclude Realacci, "la risoluzione indicata una via praticabile da subito per dare maggiore sicurezza ai cittadini, rilanciare un settore importante come l'edilizia nel segno della qualità e ridurre sia le emissioni che le bollette degli italiani. Tra una casa costruita male e una costruita secondo i criteri del risparmio energetico, infatti, passa una differenza di bolletta energetica di ben 1.500 euro l'anno".

Per leggere il testo della risoluzione n. 7-00090 Realacci e Capezzone clicca qui

Roberta Ragni

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