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fotovoltaicoPer fare cassa il governo in difficoltà starebbe pensando di recuperare 500 mln all’anno dal fotovoltaico. Ecco con quali escamotage ridurrebbe le detrazioni per chi ha investito nel settore.

LE IPOTESI – È bene sottolineare che al momento si tratta soltanto di indiscrezioni (riportate anche dai media nazionali), sebbene il dibattito si sia acceso. Le misure a cui pensa il governo sarebbero retroattive e si andrebbero a toccare gli investimenti già effettuati intervenendo sugli interessi passivi. Al momento la proposta è ferma ai ministeri delle Finanze e dello Sviluppo economico e partirebbe dalla considerazione che il fotovoltaico è stato finanziato a debito in larga misura. Se gli interessi passivi pagati alle banche non fossero detraibili si potrebbe recuperare un gruzzolo di 500 mln all’anno

UN PROBLEMA VECCHIO – Alla base di tutti i ragionamenti sussiste il solito problema: gli incentivi concessi alle rinnovabili si traducono in un costo in bolletta. Tuttavia, non si può intervenire sui meccanismi già in atto – il Conto Energia nelle varie edizioni – perché si rischierebbe di dover ottenere l’approvazione in sede legale, quindi è venuta a galla l’ipotesi di agire sugli interessi passivi. Se un grande impianto fotovoltaico non è soggetto alle detrazioni per la fetta di debito che è di fatto interesse allora lo stato può ricavare una somma alquanto cospicua, soprattutto considerando che spesso dietro questi impianti ci sono società straniere che hanno guadagnato parecchio. Attendiamo notizie ufficiali dai ministeri, di sicuro se si cambieranno ancora le carte in tavola il settore non resterà a guardare, senza contare che l'assenza degli incentivi nel prossimo futuro è già in sé una fonte di preoccupazione nonostante lo sviluppo degno di nota delle rinnovabili nel nostro Paese.

Anna Tita Gallo

GreenBiz.it

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