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Giovedì 16 giugno scadono molte delle imposte che gravano sugli italiani. È impossibile non parlare di “tax day”, con la novità - oltre a Imu e Tasi - della scadenza anche per le imposte legate alla dichiarazione dei redditi, visto che l’Agenzia delle Entrate ha anticipato la disponibilità del programma di calcolo relativo agli studi di settore.

Scadono dunque il saldo 2015 e l’acconto 2016 di imposte e contributi previdenziali derivanti da Unico 2016, Irap 2016 e Iva 2016 relativi allo scorso anno. Scadono anche la prima rata dell’Imu e quella della Tasi dell’anno in corso (ricordiamo che i comuni non necessariamente inviano a domicilio i modelli) e scade il versamento del diritto annuale alla Camera di commercio.

Qualche proroga è concessa: fino al 18 luglio per quanto riguarda i pagamenti di imposte e contribuiti risultanti dalle dichiarazioni. In questo caso si aggiunge un interesse dello 0,4% ma nessuna multa. Per le persone fisiche che pagano a rate le scadenze sono: 16 e 30 giugno, 20 agosto, 31 agosto, 30 settembre, 31 ottobre, 30 novembre.

Sono chiamati a pagare la Tasi i quasi 25 mln di proprietari di seconde case o prime case di lusso, per un totale di entrare per lo Stato che – dati Uil – ammonterà a 10,1 mld e 20,2 mld a conguaglio. In media il versamento per la seconda casa sarà di 535 euro a giugno e di 1.070 in totale. Nel caso delle case della categoria “lusso” invece questa media sale a 1.305 euro nella prima tranche e 2.610 euro a fine anno, ma con cifre da capogiro, fino a 6 mila euro in certi casi.

Sempre secondo dati Uil, in molti Comuni è stata comunque tenuta l’addizionale Tasi (massimo 0,8 per mille) per poter coprire le detrazioni per le prime case. Accade anche in Comuni grandi come Roma e Milano, che hanno optato per l’aliquota dell’11,4 per mille. È Roma che fa registrare un esborso più alto per “mantenere” una seconda casa: 2.064 euro in media, ma Milano fa registrare dati simili, 2.040 euro in media. Ad Asti va meglio che altrove: 580 euro all’anno in media e 290 euro di acconto.

In totale, facendo i conti, si paga di più a Roma, poi a Milano e a Bologna, mentre Asti resta in fondo alla classifica. E che la capitale fosse la città più tassata lo svelava qualche mese fa anche una ricerca di Confcommercio, nessuna sorpresa dunque.

Anna Tita Gallo

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