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Per tutto il 2015 gli italiani hanno la possibilità di sfruttare la proroga delle detrazioni del 65%, ma i veri risultati si ottengono stabilizzando l’ecobonus a favore di chi realizza interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Arriva in Parlamento una mozione del Movimento 5 Stelle che chiede l’estensione della detrazione fino al 2020.

LA MOZIONE – Il primo firmatario è il senatore Gianni Girotto, a cui si sono associati De Petris, Puppato, Tremonti, Molinari, Di Biagio, Rossi, Mussini, Margiotta, Romani, Buemi, Stefano, Caridi, Bocchino, Della Zuanna, Vacciano, Bignami e Bisinella.

L'ecobonus rappresenta un volano importante per la nostra crescita economica. Stabilizzare gli incentivi fino al 2020 significa portare un aumento della produzione diretta e indiretta di quasi 240 miliardi di euro, con la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro in più”, dichiara lo stesso Girotto, mentre si nota chiaramente come ad appoggiarlo siano stati esponenti di varie fazioni politiche.

In sostanza, la proposta è appunto quella di una proroga degli incentivi fino al 2020 con un sistema di ridimensionamento annuale o biennale ed un premio per gli interventi più efficienti. A questo si aggiunge un calo del numero delle rate a 5 perché il ritorno dell’investimento sia più rapido.

PREMESSE – Le premesse sono quelle ben note. Innanzitutto, l’ecobonus ha determinato effetti positivi per l’ambiente, per l’economia, per l’occupazione. Insomma, l’efficienza energetica ha risultati non soltanto in termini di risparmio in bolletta. Considerando che il 40% dei consumi energetici nazionali sono attribuibili agli edifici, interventi di efficientamento permetterebbero una riduzione dei consumi energetici nazionali.

Inoltre, l'ecobonus ha ridotto in modo consistente l'impatto della crisi in edilizia in questi anni. Si aggiunge il contributo all'occupazione: secondo il Cresme gli investimenti effettuati hanno dato occupazione a 283.200 persone nel settore dell'edilizia, 424.800 persone se si considera l'indotto.

L'accordo tra Confindustria e le confederazioni CGIL, CISL e UIL, siglato nel 2011, stima che la proroga strutturale fino al 2020 degli interventi di sostegno all'efficienza energetica, attraverso una normativa orientata a promuovere l'uso di tecnologie più efficienti, può avere un effetto di "aumento della produzione diretta e indiretta a livello nazionale di quasi 240 miliardi di euro con la creazione di oltre 1,6 milioni di posti di lavoro con un incremento del PIL dello 0,6 per cento annuo. In termine di benessere sociale il risparmio cumulato fino al 2020 per le bollette energetiche è di oltre 25 miliardi di euro”.

Sono soltanto alcune delle premesse contenute nella mozione, che sicuramente giocano un ruolo cruciale per un’eventuale proroga, che punta ad un mix tra finanziamenti pubblici e investimenti privati perché si possano, come fine ultimo, raggiungere gli obiettivi al 2020.

L’IMPEGNO RICHIESTO AL GOVERNO – Ecco l’elenco delle proposte contenute nella mozione, che impegnano il governo:

1) ad attivarsi, nell'ambito della propria competenza, per l'adozione di ogni opportuna iniziativa di carattere legislativo volta a promuovere la stabilizzazione della misura di detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, prevedendo l'estensione delle agevolazioni fino al 31 dicembre 2020, anche attraverso una riduzione annuale o biennale della percentuale di detrazione;

2) a prevedere la rimodulazione delle tipologie di intervento ammesse ad agevolazione fiscale, predisponendo un meccanismo di premialità per i lavori caratterizzati da maggiore efficacia in termini di risparmio energetico ed introducendo dei valori limite di controllo alla spesa sostenuta (costo massimo per metro quadrato e per chilowattora, costo spese tecniche);

3) a prevedere l'obbligo della redazione dell'attestato di prestazione energetica al fine di accedere alla misura dell'ecobonus, riducendo il numero di rate annuali da 10 a 5 al fine di minimizzare il tempo di ritorno degli investimenti;

4) ad attivarsi, per quanto di competenza, affinché l'accesso all'ecobonus venga riconosciuto tramite la richiesta di documentazione tecnica dettagliata per ogni tipologia di intervento, certificata da tecnici abilitati;

5) a prevedere l'istituzione di un meccanismo sanzionatorio efficace per le dichiarazioni incongruenti, conferendo un ruolo attivo all'ENEA nella fase di validazione e di controllo della documentazione;

6) a favorire maggiori investimenti in programmi di riqualificazione di edifici pubblici e di edilizia sociale;

7) a favorire lo sviluppo dell'industria dei prodotti ad alto contenuto tecnologico per l'efficienza energetica, anche attraverso la previsione di specifici crediti di imposta per l'attività di ricerca e sviluppo che preveda la partecipazione di enti di ricerca;

8) ad introdurre strumenti di supporto e incentivazione alle imprese che esportano su mercati internazionali prodotti, sistemi e servizi che favoriscono l'efficienza energetica;

9) a rafforzare le attività di comunicazione sui temi dell'efficienza energetica al fine di migliorare la fruibilità e la trasparenza delle informazioni, anche attraverso l'organizzazione di iniziative mirate a favorire comportamenti energeticamente consapevoli e la predisposizione di linee guida per la definizione di metodologie educative condivise sul risparmio e l'efficienza energetica.

Anna Tita Gallo

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