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norvegia rinnovabili 00Il fondo pensioni pubblico norvegese (Government Pension Fund-Global), il più ricco fondo sovrano al mondo, aumenterà la sua esposizione nei confronti delle energie rinnovabili per contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici. Lo ha confermato di recente Erna Solberg, primo ministro del Paese scandinavo.

L'annuncio del Governo norvegese segue una campagna di opinione nel corso della quale il WWF e altre associazioni per la tutela dell'ambiente avevano esplicitamente invitato investitori pubblici e privati ad abbandonare il carbone, la più inquinante tra le fonti fossili, preferendo investimenti responsabili e a basso impatto e puntando con decisione sul settore delle rinnovabili.

Entro il mese di aprile, il Governo norvegese renderà pubbliche le nuove scelte di investimento, attraverso la diffusione di un report. Le associazioni ambientaliste auspicano che il cambiamento promesso sia di grande portata e che modifichi radicalmente la situazione attuale, con il fondo pensioni pubblico norvegese esposto per il 9% in investimenti in carbone, gas e petrolio.

"Se fatta nelle giuste dimensioni, la scelta di prediligere investimenti in rinnovabili potrà avere un impatto globale e ridefinire il modo in cui utilizziamo il denaro, in modo coerente con gli impegni che abbiamo assunto nella lotta ai cambiamenti climatici." - ha commentato Nina Jensen, amministratore delegato di WWF Norvegia – "Il fondo norvegese è il maggiore investitore statale del mondo. Una convinta sterzata in direzione delle rinnovabili darà un segnale infinitamente potente e fisserà uno standard per altri investitori internazionali."

"È raro che un Governo possa incidere, da solo, sui cambiamenti climatici." – le ha fatto eco Samantha Smith, leader dell'iniziativa del WWF su clima e energia – "E la Norvegia, attraverso il proprio fondo sovrano, può. Il WWF si aspetta che il Governo norvegese si impegni ad investire in rinnovabili in proporzioni tali da fare la differenza a livello globale."

Il fondo pensioni pubblico norvegese, nato come Fondo Petrolio per gestire il surplus generato dalle esportazioni petrolifere del Paese scandinavo, possiede, da solo, l'1% delle azioni esistenti al mondo e ha un valore di oltre 828 miliardi di dollari: una ricchezza tale da alimentare la speranza di una presa di posizione netta a favore delle fonti pulite di energia.

Lisa Vagnozzi

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