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tesla model s 450Le aspettative degli analisti non sono state del tutto deluse dai risultati trimestrali di Tesla, ma gli investitori non sembrano affatto convinti. E pesano i dati sulle consegne della Model S, la berlina elettrica che ha attirato tanta attenzione. Ma l'azienda rilancia: potrebbe servire un'enorme fabbrica per produrre più batterie e aumentare la produzione di veicoli elettrici.

I RISULTATI – È nell’after hours che il titolo è arrivato a cedere oltre l’11%, ma va ricordato che il valore delle azioni di Tesla quest’anno si è quintuplicato e la capitalizzazione ha superato i 20 miliardi di dollari. Secondo i dati comunicati, sono state consegnati 5.500 veicoli nel terzo trimestre; gli analisti ne prevedevano 5.500-5.700 ma le stime Tesla paralvano di 6 mila veicoli. L’ad Elon Musk ha comunque rivisto le stime al rialzo sulle consegne per l'intero anno fiscale e le ha fatte lievitare di 500 unità fino a 21.500. Resta il fatto che a fine settempre la perdita è stata di 38,5 milioni di dollari, che comunque è un risultato positivo rispetto ai 110,8 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. L'utile netto sale a 15,9 milioni, rispetto alla perdita da 91,1 milioni dell'anno prima. Al netto di voci straordinarie, gli utili per azione sono di 12 centesimi. I ricavi crescono a 603 milioni di dollari (rispetto ai 50 dell’anno prima).

UNA MEGA FABBRICA PER LE BATTERIE – Intanto, è arrivato l’annuncio da parte dello stesso Musk di voler realizzare una fabbrica enorme dedicata alla produzione delle batterie per la Model S e delle Model X e Model E. Perché questa mossa? Perché secondo Musk gran parte dei limiti alla capacità produttiva di Tesla dipendono proprio dall'approvvigionamento di batterie, soprattutto in vista di nuovi modelli, che per ora possono contare solo su un rinnovato accordo con Panasonic, ma potrebbero richiedere una strategia differente. E si tratta di previsioni molto ambiziose: secondo Musk potrebbe servire una quantità di ioni di litio che supera la produzione mondiale attuale.

Anna Tita Gallo

GreenBiz.it

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