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abinbev budAnheuser-Busch InBev, il primo produttore mondiale di birra, promette di abbandonare totalmente le fonti fossili entro il 2025 e di investire nelle rinnovabili.

Ormai la società può vantare di essere alle spalle di marchi notissimi, tra cui Budweiser, Budlight, Stella Artois, Natural Light, Busch, Michelobe Ultra, Schock Top e Goose Island. Questo significa però anche essere sempre sotto la luce dei riflettori, quindi le pratiche sostenibili non possono non essere considerate una priorità nella strategia di marketing.

Così, proprio nello stesso giorno in cui Donald Trump sferrava un attacco quasi mortale nei confronti delle politiche di Obama contro i cambiamenti climatici, la società ha annunciato di voler cambiare rotta.

Ma non è una mossa che nasconde un messaggio politico. Pensiamo solo che sia meglio così per l’ambiente e per il nostro business”, ha dichiarato il Ceo Carlos Alves De Brito.

Il cambiamento si tradurrà nel ricavare fino a 6 TWh di energia passando ad eolico e solare, installando pannelli sulle varie sedi produttive di tutto il mondo e acquistando anche energia da fonti pulite, come nel caso del Messico, dove si pensa di acquistare da Iberdrola 490 GWh all’anno. Quest’ultima sta completando anche a questo scopo un parco eolico da 220 MW a Puebla.

“Non importa se produci birra o auto, passare alle rinnovabili è la cosa più smart da fare. Non a caso la Anheuser-Busch è entrata a far parte di un’alleanza di circa 90 aziende e 25 città usa che si impegnano a diventare completamente rinnovabili. Mentre Trump danneggia un sistema di sostegno che potrebbe consentire il risparmio di mld di dollari e migliaia di vite, realtà produttive, città e stati, continua ugualmente la transizione in tutto il mondo verso le energie pulite”, ha commentato da Sierra’s Jodie Van Horn, che dirige la Ready for 100 Campaign.

abinbev infogr

Anna Tita Gallo

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