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Bank of America, una tra le banche commerciali più grandi del mondo, ha annunciato l'intenzione di ridurre gradualmente la propria esposizione finanziaria nei confronti delle aziende che estraggono carbone.

Con questa mossa, l'istituto finanziario americano riconosce il rischio rappresentato, per le industrie del carbone, sia dalla probabile, futura regolamentazione dell'intero settore, in un'ottica di lotta alle emissioni e ai cambiamenti climatici, che dalla concorrenza sempre più agguerrita del gas naturale.

L'annuncio dell'adozione di una nuova politica nei confronti del carbone, con il taglio dei finanziamenti alle compagnie e ai comparti industriali attivi sul fronte dell'estrazione di questa materia prima, è stato diffuso lo scorso 6 maggio, in seguito all'incontro annuale dei soci di Bank of America.

"Per quanto riguarda il carbone, nel corso degli ultimi anni abbiamo gradualmente ma costantemente ridotto la nostra esposizione creditizia nei confronti delle compagnie attive sul fronte dell'estrazione di questo materiale." - ha dichiarato in proposito Andrew Plepler, a capo della CSR dell'istituto finanziario americano – "La nostra nuova politica [...] riflette la decisione di continuare a ridurre la nostra esposizione, a livello globale, nei confronti del settore minerario del carbone."

Bank of America ha anche ammesso anche che tale scelta è stata largamente influenzata dalle campagne di pressione portate avanti da università e gruppi ambientalisti, a partire da RAN – Rainforest Action Network.

"Queste campagne ci hanno spinto a sviluppare, riguardo al carbone, una nuova politica, che farà sì che Bank of America svolga un ruolo costante nel promuovere l'uso responsabile del carbone e di altre fonti di energia, bilanciando rischi e opportunità per i nostri investitori e per le comunità in cui operiamo."

L'annuncio di Bank of America arriva in un momento particolarmente favorevole per il movimento globale per il disinvestimento, con istituzioni, università, Chiese e grandi investitori privati che hanno scelto di abbandonare o di limitare in modo significativo gli investimenti nelle fonti fossili, sia per ragioni squisitamente ambientali che per valutazioni più prettamente finanziarie, collegate all'analisi di rischi e rendimenti.

Lisa Vagnozzi

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