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eneltarga 450 450Enel presenta a Londra il piano strategico al 2019 e i risultati dell'ultimo esercizio. Nel futuro spazio alle reti digitali intelligenti e alle rinnovabili, in linea con le richieste di un mercato ormai mutato.

I RISULTATI – Ecco tutti i dati ufficiali, così come riportati in una nota del Gruppo: Ricavi a 75.791 milioni di euro (78.663 milioni nel 2013, -3,7%); Ebitda a 15.757 milioni di euro (16.691 milioni nel 2013, -5,6%); Ebit a 3.087 milioni di euro (9.740 milioni nel 2013, -68,3%), tenuto conto di perdite di valore per 6.427 milioni di euro; Risultato netto del Gruppo a 517 milioni di euro (3.235 milioni nel 2013, -84,0%); la diminuzione è principalmente attribuibile alle perdite di valore ed all’incremento degli oneri finanziari netti; Utile netto ordinario del Gruppo a 2.994 milioni di euro (3.119 milioni nel 2013, -4,0%); Indebitamento finanziario netto a 37.383 milioni di euro (39.706 milioni al 31 dicembre 2013, -5,9%); Dividendo proposto per l’esercizio 2014 pari a 0,14 euro per azione.

Le parole dell’ad Francesco Starace: “Abbiamo conseguito i nostri obiettivi finanziari nel 2014 nonostante l'impatto sugli utili prodotto dal difficile contesto macroeconomico dell'anno passato, e a fronte di una revisione del valore contabile dei nostri attivi che si è tradotta in diverse sostanziali svalutazioni, soprattutto in Italia e Slovacchia. Svalutazioni che sono anch'esse il riflesso del complesso contesto in cui operiamo in questo momento. Ciò detto, le iniziative assunte fra maggio 2014 e fine anno – principalmente sotto l'egida della riorganizzazione strutturale – ci hanno consentito di compensare in parte i fattori esterni, e produrre risultati operativi coerenti per l'intero 2014.”

LE RINNOVABILI –La produzione netta nel 2014 è stata di 283,1 TWh, in crescita dello 0,5% rispetto ai 281,8 TWh del precedente esercizio. La produzione delle centrali in Italia è stata di 71,8 TWh, in aumento dello 0,8% (+0,6 TWh) rispetto allo stesso periodo del 2013. Gli impianti termoelettrici hanno registrato un incremento di 0,5 TWh grazie al maggior contributo del carbone, mentre nell’ambito delle fonti rinnovabili si segnalano aumenti nel geotermico (+0,25 TWh) e nel solare (+0,04 TWh). L’energia elettrica prodotta dalle centrali del Gruppo Enel in tutto il mondo è generata per il 52,7% da fonte termoelettrica, per il 33,5% da fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico, geotermico, biomasse e solare) e per il 13,8% da fonte nucleare.

OBIETTIVI – Il piano strategico 2015-19 è stato presentato a Londra. L’obiettivo è quello di una crescita annua di circa il 3% per l'ebitda e circa il 10% per l'utile ordinario; un calo nominale dell'8% dei cash cost nell'arco di piano; una crescita progressiva del payout fino al 50% nel 2015 e il 65% nel 2018; dismissioni per 5 mld entro il 2019 (alcune cessioni per 2 mld sono in corso); 18 mld di investimenti, 6 mld di euro in più rispetto al piano precedente.

CONSIDERAZIONI – Le valutazioni degli analisti concordano su un punto: Enel si sta adeguando ai cambiamenti del mercato dell’energia. Sono cresciute le rinnovabili, la crisi ha portato ad un calo dei consumi in generale, mentre le economie emergenti manifestano un gran bisogno di energia. E i grandi big si stanno adeguando, pensando alle dismissioni, all’abbandono del nucleare e a scommettere sulle energie pulite.

enel rinnov

L’effetto positivo derivante dalle cessioni di pacchetti azionari (in Francia ed El Salvador) è stato più che compensato in Europa dai minori ricavi per vendita di pannelli fotovoltaici in Italia e dai minori ricavi per vendita di energia elettrica in Iberia a seguito della modifica regolatoria introdotta in Spagna con il Regio Decreto n. 9/2013”, spiega una nota.

Enel, in particolare, risente dei profitti in discesa legati a Cile, Russia e Grecia ma il piano al 2019 prevede l'utile crescere del 10% e 18 mld di investimenti, a fronte di 5 dismissioni. Solo nei Paesi emergenti potranno sorgere nuovi impianti (e il SudAmerica sarà infatti la fonte maggiore di profitti), mentre le reti si avviano a diventare smart.

ENEL CONVINCE GLI AMBIENTALISTI - Proprio per alcune scelte compiute da Enel negli ultimi tempi, è arrivata una significativa apertura da parte di Greenpeace. Il direttore esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo ha incontrato a Roma l’ad di Enel Starace per condividere il percorso che Enel sta via via intraprendendo verso le rinnovabili. È in particolare l’era Starace che segna la svolta verso energie pulite, efficienza energetica, smart grids e sistemi di accumulo, oltre che verso l’abbandono degli investimenti negli impianti a carbone. Tutto, come abbiamo visto, dettato dall’andamento dei consumi e dalle caratteristiche della domanda dei vari Paesi, scelte che comunque sono in linea con quanto auspicato dagli ambientalisti. Restano differenze di vedute sulla definitiva uscita del Gruppo dal carbone in Italia e, ad esempio, sul ruolo delle rinnovabili, ma al momento prevalgono i punti comuni.

Anna Tita Gallo

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