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eon 450x300E.On si è ritrovata a fare i conti con una Germania intenzionata a sbarazzarsi del nucleare, con la crisi del comparto energetico e con il calo generale dei prezzi dell’energia stessa. Così è iniziata un’epoca nuova, in cui il business si focalizza sulle energie rinnovabili. E le fonti tradizionali troveranno posto in una società a sé, nuova di zecca.

UNA NUOVA SOCIETA’ – Innanzitutto, nascerà una nuova compagnia dedicata a fonti come gas e carbone, con le attività legate alle energie tradizionali che quindi saranno separate da quelle legate alle rinnovabili. In particolare, sarà con l’inizio dell’anno nuovo che partirà la procedura per il collocamento azionario della nuova società. , saranno circa 40 mila i dipendenti. Il 2016 sarà l’anno cruciale per il termine di tutte le azioni legate alla separazione in 2 rami e alla quotazione vera e propria in Borsa.

RINNOVABILI – Sul fronte energie pulite, gli investimenti cresceranno di mezzo mld di euro e il fulcro delle attività ruoterà attorno a eolico e solare. All’inizio la maggior parte delle azioni saranno trasferite agli azionisti attuali, poi il resto sarà collocato sul mercato in una seconda fase.

CESSIONI – La società dirà addio agli asset spagnoli e portoghesi (le cessioni a Macquarie sono state di 2,5 mld), con svalutazioni per 4,5 mld concentrate su Europa del Sud e asset di generazione. Anche l’Italia sarà coinvolta da queste cessioni. E tutta questa frenesia inizia a ripagare: il titolo a Francoforte ha fatto registrare un progresso del 4,6%.

LA SITUAZIONE IN ITALIA – Per quanto riguarda le cessioni in Italia, un’offerta non vincolante è giunta da Edison, per il totale delle attività, vale a dire i 6 GW di generazione ma anche le quote del rigassificatore Olt e del Tap. Ma sono arrivate anche altre offerte per le singole attività. Tutto questo in un contesto che ha visto recentemente Terna ammettere che nel nostro Paese è lampante un eccesso di produzione e il 25% delle centrali andrebbe chiuso. E anche Enel ha annunciato una svolta marcata verso le rinnovabili con la chiusura di 23 centrali termoelettriche.

Anna Tita Gallo

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