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green economy 0001Abbandonare le fonti fossili non solo permetterebbe di contrastare i cambiamenti climatici, ma permetterebbe anche di risparmiare trilioni di dollari nei prossimi venti anni: è quanto emerge da due report diffusi dalla Climate Policy Initiative, un team internazionale di analisti e consulenti specializzati nel miglioramento delle politiche collegate alla produzione di energia e al consumo di territorio.

Il primo report, Moving to a low carbon economy: the financial impact of the low-carbon transition, mette a confronto i costi di un modello economico basato su produzione di elettricità e trasporti a basse emissioni con quelli del sistema economico attuale.

Il secondo report, Moving to a low carbon economy: the impact of different policy pathways on fossil fuel asset value, si concentra invece sul rischio di perdita di valore delle attività finanziarie collegate alle fonti fossili.

Entrambi i report mostrano che una transizione intelligente verso un sistema energetico low carbon, da attuarsi adottando politiche che ne massimizzino i vantaggi finanziari, potrebbe non solo salvare il Pianeta dagli effetti più devastanti dei cambiamenti climatici, ma genererebbe anche un risparmio di trilioni di dollari, creando un tesoretto che potrebbe essere reinvestito nel consolidamento di un'economia sostenibile.

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Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, un sistema a basse emissioni permetterebbe di risparmiare circa 1,8 trilioni di dollari tra il 2015 e il 2035, grazie soprattutto alla riduzione dei costi collegati all'estrazione e al trasporto di petrolio e gas, che sarebbe tale da compensare gli investimenti necessari per potenziare le rinnovabili.

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Dal punto di vista dei trasporti, invece, il passaggio alle rinnovabili beneficierebbe soprattutto i Paesi che importano fonti fossili, che risparmierebbero milioni di dollari, mentre sarebbe a zero perdite e zero guadagni per gli altri.

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In particolare, l'abbandono progressivo del carbone permetterebbe di ridurre le emissioni globali dell'80%, con un rischio finanziario molto contenuto, del 12%.

Affinché la transizione sia davvero vantaggiosa, realizzando le stime contenute nei report, è necessario ridurre i costi collegati agli investimenti in rinnovabili, in modo da incentivarli il più possibile, adottare politiche fiscali mirate e, infine, puntare sull'innovazione.

"Per tutti i politici del mondo che si chiedono se la transizione verso un'economia low carbon aiuterà o metterà in difficoltà i loro Stati," – ha dichiarato Tom Heller, Direttore esecutivo nonché fondatore della Climate Policy Initiative – "la nostra analisi dimostra chiaramente che, per molti Paesi, tale passaggio dovrebbe essere ovvio: non solo riduce i rischi climatici, ma crea benefici limpidi e significativi."

"La nostra analisi rivela che, facendo le giuste scelte politiche, nel corso dei prossimi venti anni i Governi possono conseguire la riduzione delle emissioni necessaria per un clima più stabile e sicuro, risparmiando, nello stesso tempo, trilioni di dollari da investire in altri settori economici." – conclude David Nelson, membro della Climate Policy Initiative – "Senza prendere in considerazione, poi, i benefici che la riduzione delle emissioni determinerebbe per l'ambiente e per la salute..."

I due report sono stati commissionati dal progeto New Climate Economy, come parte di una ricerca condotta per conto della Global Commission of the Economy and Climate, e sono consultabili a questo link.

Lisa Vagnozzi

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