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fossili rinnovabiliLe fonti fossili potrebbero fornire una parte degli 800 miliardi di investimenti nelle energie rinnovabili. Investimenti necessari per evitare gli effetti peggiori legati al cambiamento climatico.

A dimostrarlo è stato un nuovo studio pubblicato sulla rivista Climate Change Economics dai ricercatori dell'Istituto internazionale per l'analisi dei sistemi applicati (International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA).

Gli scienziati hanno tentato di quantificare gli sforzi necessari a limitare l'aumento della temperatura globale a 2° C. Numerosi modelli hanno già calcolato che occorre un extra di 800 miliardi di dollari ogni anno per limitare l'aumento globale delle temperature entro il 2050. 400 miliardi dollari l'anno potrebbero essere generati da politiche già esistenti. Si tratta di un significativo aumento rispetto ai 200-300 miliardi investiti all'anno di oggi.

Ma non solo. Per accrescere tale cifre secondo i ricercatori dell'Iiasa si potrebbe attingere alle sovvenzioni globali legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. Il totale esatto di tali sovvenzioni è - come la quantità di investimenti necessari - difficile da definire. Secondo l'International Energy Agency (IEA), nel 2012 i combustibili fossili hanno avuto sussidi pari a 544 miliardi di dollari.

Se questo denaro fosse dirottato a sostegno delle rinnovabili, il divario tra le fonti sarebbe notevolmente ridotto, senza contare i potenziali risparmi che potrebbero essere ottenuti passando dai combustibili fossili inquinanti alle energie pulite e il fatto che esse si stanno velocemente esaurendo.

Tuttavia, poiché le infrastrutture energetiche in genere hanno una durata compresa tra i 30 e i 60 anni, lo studio avverte che il passaggio deve avvenire al più presto. “Molti paesi dicono che sono in linea con l'obiettivo di 2° C della stabilizzazione della temperatura entro il 2100; alcuni hanno anche assunto impegni di riduzione delle emissioni di gas serra. Ma fino ad ora, non è stato molto chiaro come si arriverà a quel punto, almeno da un punto di vista degli investimenti”, ha detto lo studio l'autore David McCollum. “È giunto il momento di pensare a come trovare più capitale per nuove centrali elettriche, raffinerie di biocarburanti, veicoli efficienti, e altre tecnologie”.

Nel mese di aprile, il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici, l'IPCC, ha avvertito che gli investimenti nei combustibili fossili, come il petrolio e il carbone, devono diminuire di 30 miliardi dollari all'anno, mentre la quota di energia rinnovabile della produzione mondiale dovrà aumentare dal 17% del 2010 a circa il 50% nel 2050.

Francesca Mancuso

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