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teslaTesla Motors sarà in grado di rimborsare il Dipartimento dell'Energia (DoE) in metà tempo. È questa la promessa di Elon Musk, fondatore e Ceo dell'azienda, convinto di rimborsare il finanziamento di 465 milioni di dollari concesso in soli 5 anni anziché i 10 previsti.

Una promessa fatta lo scorso martedì davanti al ministro dell'Energia Steven Chu con il quale tenta di rassicurare i propri investitori sfiduciati dopo le polemiche seguite all'articolo del New York Time, ma anche lo stesso Dipartimento dell'Energia rimasto scottato dopo il fallimento di Solyndra, altra società finanziata all'interno del programma di supporto alla green economy voluto da Obama.

Ma perché questa necessità di rassicurare il mercato?

Elon Musk nei giorni scorsi aveva mostrato in un grafico come le entrate fossero salite del 500 per cento raggiungendo la cifra ragguardevole di 306 milioni di dollari.

Tuttavia, invece di salutare queste cifre come un feedbag di buone notizie, gli investitori avevano reagito scetticamente a quanto dichiarato dall'AD di Tesla. Un calo nella domanda di almeno il 5 per cento in poche ore. Le preoccupazioni principali, infatti, sembrano gravare soprattutto sulla mancanza di chiarezza riguardo la modalità in cui Tesla otterrà simili costi. E come se non bastasse, un po' di diffidenza si è registrata all'indomani di un articolo del New York Times che avrebbe inciso notevolmente sulla decisione di molte persone di apprestarsi all'acquisto della vettura. Il noto giornale americano, infatti, lamentava una totale insufficienza nell'autonomia delle vetture in fatto di carica e percorrenza. A nulla sono valse le spiegazioni e le prove di Musk nel risollevare le sorti delle proprie crezioni.

Nel corso di una conference call con gli analisti di Wall Street, Musk ha fatto del suo meglio per abbattere possibili dubbi e diminuire l'entità dei difetti. "Non siamo vincolati dalla domanda", avrebbe dichiarato. Tesla, infatti, ha raggiunto le 6 mila prenotazioni nel quarto trimestre; una crescita di 2.900 unità rispetto al trimestre precedente. La società ha limitato la sua produzione a 500 esemplari a settimana per garantire la qualità. Quindi, la domanda continuerebbe a superare l'offerta di un bel margine. La speranza è che 4.500 auto Tesla potranno lasciare la fabbrica della Silicon Valley ed immettersi sul mercato.

Per quanto riguarda i costi, Musk ha spiegato come l'azienda abbia dovuto pagare un considerevole monte ore di lavoro straordinario nell'ultimo trimestre al fine di rispettare i suoi impegni di spedizione. Uno straordinario complessivo di circa 68 ore a settimana per ogni lavoratore. Con l'aumento della produzione, Musk è sembrato piuttosto sicuro del fatto che i fornitori "stanno iniziando a prendere sul serio il nostro volume e ci offrono prezzi competitivi sul mercato".

Nei prossimi mesi, Tesla amplierà il proprio network di stazioni di ricarica lungo le autostrade. Le prossime stazioni di ricarica faranno il loro debutto sulla East Coast e in Texas, a Washington e in Illinois. Il sistema di navigazione nel Modello S sarà programmato per individuare autonomamente le stazioni di ricarica. "Siamo molto vicini a raggiungere anche questo obiettivo", ha dichiarato fiducioso e promettente Musk.

Federica Vitale

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