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mcdonalds crisiMcDonald’s è in crisi nera. La campagna di trasparenza avviata nei mesi scorsi negli Usa non sta contribuendo a risollevare la multinazionale del fast food? Anche negli Stati Uniti, patria dell’azienda, le vendite e i profitti sono in calo.

La campagna di trasparenza si sta forse rivelando un boomerang per la multinazionale, come avevamo previsto? Gli stili alimentari e di vita dei consumatori stanno cambiando in tutto il mondo. Sempre più persone sono attente alla provenienza e agli ingredienti dei cibi e risultano quindi meno interessate alle offerte dei fast food.

Anche per il mese di novembre 2014 McDonald’s ha reso noti risultati ben al di sotto delle aspettative. Il crollo delle vendite è del 4,6% negli Stati Uniti e del 2,2% a livello mondiale. Le percentuali non sembrano molto elevate, ma si tratta comunque di un ribasso evidente per una multinazionale che per anni è stata abituata alla crescita continua.

Si possono ipotizzare vari fattori legati alla crisi di McDonald’s, oltre alla sfiducia da parte dei consumatori alla ricerca di un’alimentazione più sana, ecco lo scandalo della carne scaduta utilizzata nei fast food della Cina, un caso scoppiato negli ultimi mesi.

Mentre alcune catene di fast food sono sempre più orientate verso la scelta bio, McDonald’s non riesce a tenere il passo con i tempi e, soprattutto, qualsiasi tentativo di rendere green e sostenibile la propria immagine, anche a partire dalle dichiarazioni di provenienza degli ingredienti e dalla scelta di prodotti locali da inserire nel menù, viene interpretato come greenwashing.

I menù a prezzi stracciati e le offerte per risparmiare, magari accompagnate da prodotti in omaggio abbinati a determinate ordinazioni, non sarebbero più sufficienti ad attirare la clientela che vuole risparmiare. A Wall Street nelle ultime ore il titolo McDonald’s ha perso ben il 4%.

Lo stesso Don Thompson, CEO della multinazionale, avrebbe ammesso che il gruppo, fino ad ora considerato il re degli hamburger, non si sarebbe impegnato abbastanza per intercettare il cambiamento dei gusti dei consumatori. Ciò che ha funzionato negli ultimi dieci anni non basta più per portare McDonald’s verso il futuro. Nemmeno l’iniziativa “Create your taste”, per comporre i panini in base ai propri gusti, sembra abbastanza vincente. L’imperatore dei fast food sta forse perdendo il proprio scettro?

Marta Albè

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