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finanza_verdeNel 2009 Banca Etica ha deliberato finanziamenti per la realizzazione di impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili per un totale di circa 21milioni e 320mila euro. È quanto è emerso nell’ambito della riunione dell’assemblea generale dei soci di Banca popolare Etica che si è tenuta a Padova lo scorso 22 maggio scorso. Nel corso dell’incontro è stato inoltre approvato il bilancio 2009 ed eletto il nuovo Consiglio di amministrazione. Alla giuda del primo istituto di credito italiano interamente dedito alla finanza etica è stato nominato Ugo Biggeri, che è subentrato a Fabio Salviato, non più ricandidabile.

Banca Etica, nell’anno appena trascorso, ha implementato la raccolta di risparmio registrando inoltre un vero e proprio exploit delle sottoscrizioni dei fondi di Etica sgr, in aumento quasi del 50%. Il capitale sociale è cresciuto di 3,5 milioni di euro. Quasi 3.000 sono i nuovi soci, che si sono aggiunti ai 30 mila che la banca contava nel 2008. Rimane elevata la qualità del credito. Le sofferenze nette sono ferme allo 0,3% del totale dei crediti. Il rapporto tra impieghi e raccolta raggiunge quasi il 57%. È aumentata anche la presenza operativa di Banca Etica nel territorio: nel 2009 è stata aperta la filiale di Genova che ha portato a 13 il numero complessivo di sportelli operativi su tutto il territorio nazionale. In un anno complicato il conto economico chiude in - seppure contenuto (30.000 euro) – utile. Il margine di interesse rispetto al 2008 si è ridotto di 4 milioni di euro quale conseguenza dell’andamento dei tassi di mercato. Sono significativamente aumentati i ricavi derivanti da commissioni, segnale che Banca Etica è sempre più uno strumento utilizzato da parte di chi cerca una finanza trasparente e responsabile. È infine proseguita una rigorosa gestione del rischio di credito che si è tradotta in accantonamenti pari a 1,4 milioni di euro.

Per chi come noi vuole fare banca in modo tradizionale” - ha detto il direttore generale Mario Crosta – “raccogliendo il risparmio per finanziare progetti di economia civile e solidale, rinunciando a ogni attività speculativa, gli ultimi anni sono stati durissimi. Il crollo dei tassi di interesse ci ha costretti a un faticoso contenimento dei costi per poter continuare a erogare credito alle imprese sociali e alle realtà non-profit che da sempre sono il nostro bacino di utenza e che proprio nella crisi hanno più bisogno di accesso al credito. Eppure grazie all’impegno costante di soci e dipendenti che credono nella mission di questa banca, i nostri clienti non hanno conosciuto il credit crunch”.

Il 2009 è stato dunque un anno positivo per Banca Etica che, anche grazie ai finanziamenti deliberati per le energie rinnovabili, ha chiuso il bilancio in positivo nonostante la dura congiuntura economica internazionale.

Redazione GreenBiz.it

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