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agsmFatturato che sfiora i 900 milioni di euro (+38%), Ebitda a +34% (95,2 milioni) e utile ante imposte a +18% (18,9 milioni di euro). Anche per il 2013 si conferma la crescita dei numeri di Agsm Verona Spa, holding del Gruppo Agsm, multiutility con base a Verona e operante in circa 4 mila comuni del Paese.

A confermarlo il suo Consiglio di Amministrazione, che oggi ha approvato all'unanimità il progetto di bilancio, ora al vaglio dei soci. Cresce il portafoglio dei servizi multibusiness, aumentano i clienti (saldo attivo di 7 mila nuovi clienti nel 2013) il fatturato e la redditività del settore commerciale. Cresce anche la quota dei clienti che hanno scelto il libero mercato (il 65 per cento del totale), il doppio rispetto alla media nazionale.

"Nonostante il difficile contesto macroeconomico, la sofferenza economica di aziende e famiglie, la riduzione dei volumi di gas e delle tariffe, nonché la svalutazione dell'impianto termoelettrico di Salionze - ha dichiarato il Direttore generale del Gruppo Agsm, Giampietro Cigolini - l'azienda cresce, investe e presenta dati positivi. Nell'energia rinnovabile in primis, che ha registrato un aumento della produzione del 130 per cento, grazie anche agli investimenti effettuati soprattutto nell'ultimo biennio con quattro nuovi impianti eolici tra Toscana e Veneto ma anche nell'espansione commerciale che, grazie ai nuovi clienti acquisiti, ha visto fatturato e margini in notevole crescita".

L'incremento del fatturato (+238,3 milioni di euro) è il risultato dell'ampliamento di perimetro di business - con il Gruppo che passa da 11 a 13 società tra cui Amia (rifiuti) - ma soprattutto di una crescita dei volumi e del numero dei clienti. Grazie alla redditività, il Gruppo ha potuto realizzare investimenti significativi mantenendo stabile l'indebitamento.

"L'innovazione è stata una componente trainante della gestione recente di Agsm - ha detto il Presidente del Gruppo Paolo Paternoster, che continua - ora gli obiettivi nel medio periodo sono quelli di rafforzare la rete commerciale, proseguire negli investimenti in energia rinnovabile, a partire dall'idroelettrico e ridurre progressivamente l'esposizione debitoria".

Diminuisce invece l'utile netto, che si attesta a quota 5,5 milioni di euro, a causa di una tassazione quasi doppia rispetto all'esercizio precedente e di una operazione straordinaria di svalutazione di impianti di produzione tradizionali, operazione fatta da tutti i principali player nazionali in conseguenza della congiuntura di mercato della produzione tradizionale.

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