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immagineIl bilancio complessivo del gruppo Terna nel 2013 si è chiuso con un utile netto pari a 514 milioni di euro e un aumento complessivo, rispetto all’anno precedente, del 10,8%. È quanto annuncia una nota del gruppo, che conferma l’approvazione del bilancio 2013 da parte del Cda presieduto da Filippo Roth.

Sul fronte dei ricavi, continua la nota, il gruppo Terna ha chiuso il 2013 con una crescita del 5%, per un totale di 1,896 miliardi di euro. In crescita anche Ebitda, che aumenta del 6,5% fino a raggiungere i 1,481 miliardi, e Ebit a 1,038 miliardi (più 7%).

In crescita anche l’indebitamento finanziario netto della società che si ferma a 6,625 miliardi, ovvero più 770,1 milioni rispetto alla fine dell’esercizio precedente. La causa, spiega la società, è da imputarsi principalmente ai 1,212 miliardi di investimenti effettuati per la rete di trasmissione, anche se inferiori agli 1,235 miliardi effettuati nel corso del 2012, ma il calo sarebbe attribuibile sostanzialmente al blocco dei lavori della Dolo-Camin, seguito alla sentenza del Consiglio di Stato.

Il patrimonio netto del gruppo sale al 31 dicembre 2013 a 2,94 miliardi dai 2,788 miliardi dell’anno precedente. Stabile il numero dei dipendenti, pari a 3.445 unità (+9). Nel corso dell’assemblea del 27 maggio, precisa ancora il gruppo, gli azionisti dovranno non solo approvare il bilancio 2013, ma provvedere anche al rinnovo del Cda e a votare le deliberazioni riguardanti i limiti alle remunerazioni degli amministratori.

Per quanto riguarda il futuro, la società intende investire 5 miliardi di euro con il nuovo piano strategico 2014-2018, di cui 3,6 miliardi relativi alla rete di trasmissione nazionale e 1,3 miliardi ad attività non tradizionali. Durante l’arco del quinquennio, Terna proporrà una cedola base di 19 centesimi per azione, a cui si sommerà il 60% dei risultati ottenuti dalle attività non tradizionali, continua il gruppo.

Alla fine del piano, Terna si attende un Ebitda margin del 79% e un indebitamento finanziario inferiore di 400 milioni a quello del piano precedente.

Nel frattempo sono buone le performance di Terna a piazza Affari. Il titolo ha infatti guadagnato l’1,94% a 3,89 euro, anche se questo risultato non ha impedito agli analisti di Morgan Stanley di peggiorare il giudizio sulla società, portandolo da “Overweight” (sovrappesare) a “Equalweight” (neutrale).

LE NOMINE - Sul fronte delle nomine invece, il cda di Cassa depositi e prestiti (che detiene circa il 30% della società) ha avviato ieri, 16 aprile, la procedura per selezionare presidente, amministratore delegato e i membri di maggioranza del consiglio di amministrazione di Terna. Quanto all’ad, sono tre le ipotesi che circolano in queste ore: la riconferma - che è anche la soluzione più accreditata - di Flavio Cattaneo, oppure le nuove nomine di Gianni Armani, amministratore delegato di Terna Rete Italia, o di Matteo Del Fante, già consigliere di Terna e direttore generale di Cassa.

Per la presidenza, secondo indiscrezioni di stampa, sarebbe stata fatta una proposta di incarico a Catia Bastioli, ad di Novamont. In ogni caso la il cda della Cassa avrà tempo fino al 2 maggio prossimo per mettere a punto la lista definitiva dei candidati alle poltrone di Terna.

Rosamaria Freda

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