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fotovoltaico a terra Investire in energie rinnovabili ed efficienza energetica grazie a un Fondo da 3 milioni di euro, risorse tutte regionali per le quali è in corso una specifica variazione di bilancio. Sarà possibile in Toscana, dove la giunta regionale ha ha dato il via libera al regolamento per accedere ai prestiti da parte di chi metterà in atto azioni di riqualificazione energetica o installerà impianti alimentati da fonti pulite.

"È questo un intervento importante – ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi - che conferma con quanto determinazione la Toscana punti sulle rinnovabili, anche alla luce di quanto ci chiede l'Europa che alla nostra regione, per il 2020, ha posto il traguardo di un consumo di energia prodotta da fonti rinnovabili pari al 16,5% . E al momento la Toscana è a quota 9,5%. Ma l'istituzione del Fondo rappresenta anche un contributo di rilievo all'economia del territorio perché attiverà, si stima, circa 30 milioni di investimenti".

CHI E COME. Il regolamento stabilisce chi potrà fare richiesta, come e in che termini. In particolare, potranno accedere al Fondo le piccole e medie imprese, gli enti locali, le aziende sanitarie e ospedaliere, le associazioni che svolgono attività assistenziale, ricreativa, culturale e sportiva e anche i privati cittadini. Il prestito potrà essere rilasciato su finanziamenti di durata non inferiore a 5 anni e non superiore ai 25 anni. Ogni beneficiario potrà contare su un importo massimo di 500mila euro.

INTERVENTI. Gli impianti dovranno prevedere la riduzione dei consumi di energia o la produzione di energia rinnovabile e dovranno comunque essere di pregio ambientale. Cosa significa? Non potranno essere ammessi progetti che prevedono l'installazione di impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli. Per pregio ambientale, è specificato nel regolamento, si intende la qualità di quegli impianti che consentono una riduzione delle emissioni di gas serra e quelli che prevedono la rimozione di elementi in cemento-amianto dalle coperture degli edifici, destinati ad alloggiare gli elementi fotovoltaici.

Si può fare richiesta di accedere al fondo per: impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria; impianti solari fotovoltaici da connettere alla rete di trasmissione elettrica, di potenza di picco compresa tra 1 kW e 100 kW; impianti eolici fino a 100 kW; impianti di riscaldamento, cogenerazione e trigenerazione a biomassa di potenza nominale non superiore a 1000 kW termici e 350 kW elettrici, solo se alimentati da biomasse da filiera corta; impianti mini-idroelettrici, fino a 100 kW; impianti per l'utilizzo diretto del calore geotermico mediante pompe di calore anche senza prelievo di fluido; impianti di illuminazione pubblica che utilizzano tecnologie ad alta efficienza, lampade a risparmio energetico, sistemi di alimentazione elettronica con telecontrollo e telegestione o lampioni fotovoltaici; impianti centralizzati anche di tipo cogenerativo alimentati a gas naturale fino a 500 kW termici e 250 kW elettrici; impianti e reti di teleriscaldamento a servizio di utenze pubbliche e private; coibentazioni ed interventi di riduzione dei consumi energetici.

Roberta Ragni

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