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germania cambiamenti climaticiLa Germania ha promesso di versare 1 miliardo di dollari (circa 750 mila euro) al Fondo Onu per il Clima. Si tratta del primo gesto che rompe il silenzio nei confronti del fondo green che dovrebbe aiutare i Paesi poveri nella lotta al cambiamento climatico.

Se Paesi ricchi come gli Stati Uniti, la Francia, il Regno Unito e il Giappone riuscissero a raccogliere almeno 15 miliardi di dollari da impegnare in vista degli imminenti negoziati sul clima delle Nazioni Unite, che avranno luogo a Lima alla fine di quest’anno, ciò potrebbe dare ai colloqui un impulso significativo.

Nella seconda metà di novembre si terrà una conferenza per i potenziali donatori. Il ministro degli Esteri norvegese Boerge Brende ha dichiarato che Oslo svelerà presto il suo impegno preliminare per il fondo per il clima, annunciando un contributo sostanziale. Il vertice sul cambiamento climatico organizzato dal Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon il prossimo 23 settembre mirerà ad aiutare i Paesi poveri a perseguire uno sviluppo sostenibile e pulito, adattandosi agli impatti dei cambiamenti climatici.

I Paesi ricchi hanno promesso di mobilitare somme ingenti entro il 2020 per aiutare gli Stati vulnerabili ad adattarsi ai cambiamenti climatici e a perseguire una crescita a basso tenore di carbonio. Si teme però che le somme disponibili risulteranno in declino a causa delle condizioni negative di bilancio dei Paesi benestanti.

Il fondo finora ha a disposizione 55 milioni di dollari, principalmente per la propria amministrazione e per aiutare i Paesi che prevedono di ricevere il finanziamento per il clima che verranno distribuiti. 10 milioni di dollari provengono da Seoul.

La Germania ha però appena dato il buon esempio, mentre la Norvegia si è sbilanciata a favore di una lauta donazione. Dunque ci si attende che altri Paesi intervengano con il proprio contributo economico utile per contrastare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici sul mondo in via di sviluppo.

Bisogna infine ricordare che il Consiglio Europeo deciderà gli obiettivi energetici e sul clima da raggiungere entro il 2030 il prosimo ottobre. Sul tavolo giace ancora la proposta della Commissione Europea, che prevede una riduzione delle emissioni del 40% rispetto al 1990 e un aumento della quota di energie rinnovabili per almeno il 27%.

Marta Albè

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