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grafene italiaOltre al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e all’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), altre 16 realtà italiane parteciperanno agli studi europei sul grafene. Il progetto Graphene Flagship raddoppia il numero di enti e istituzioni coinvolte. Si tratta di una delle più importanti iniziative di ricerca europea mai avviate nell'ambito della ricerca sui materiali.

In occasione della Graphene Week 2014, la Settimana del Grafene 2014 in corso a Göteborg, in Svezia, sono stati annunciati 66 nuovi partner, invitati a partecipare al consorzio. Università ma anche istituti di ricerca e imprese. Più di un terzo delle new entry sono soprattutto PMI, a dimostrazione del crescente interesse degli operatori economici nella ricerca sul grafene. Il partenariato comprende ora più di 140 organizzazioni provenienti da 23 paesi.

I 16 nuovi partner italiani sono università, aziende e centri di ricerca che hanno capito l'importanza di di investire in quello che potrebbe essere il materiale del futuro, con applicazioni nel settore energetico, investendo in ricerca e sviluppo. Le realtà pubbliche che aderiscono sono: Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, Università degli Studi di Pisa, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Università di Salerno, Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni.

Le aziende invece sono: Italcementi S.p.A., Selex ES, Libre S.r.l., Grinp S.r.l., Dyesol Italia S.r.l., Centro Ricerche Fiat S.c.p.A, Nanesa S.r.l, Delta-Tech S.p.A, Breton S.p.A.

Il consorzio della Graphene Flagship in Italia era inizialmente formato dall'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), dal Cnr, dall'Università di Trieste, dal Politecnico di Torino, dal Politecnico di Milano, dalla Fondazione Bruno Kessler e da ST Microelectronics.

Con le sue 16 nuove adesioni, l'Italia ha ora il maggior numero di partner nel progetto accanto alla Germania (23 ciascuno), seguita da Spagna (18), Regno Unito (17) e Francia (13).

L'Europa è leader della rivoluzione del grafene. Questo 'materiale miracoloso' ha il potenziale per migliorare radicalmente la nostra vita: promuove nuove tecnologie mediche, come le retine artificiali, e mezzi di trasporto più sostenibili muniti di batterie leggere e ultraefficienti. Quanto più sfruttiamo il potenziale del grafene, tanto meglio!” ha detto il Vice-Presidente della Commissione Europea, Neelie Kroes.

Il Graphene Flagship Project prevede un investimento europeo di 1 miliardo di euro per il prossimo decennio ed è volto a sostenere i progetti di ricerca in grado di innovare e arricchire la società e l'industria europee.

Una scelta tutt'altro che casuale, visto che il grafene ha permesso a due europei, Andre Geim e Konstantin Novoselovstato, di conquistare nel 2010 il premio Nobel per la fisica.

Francesca Mancuso

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