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green climate fund logo 00Nel corso di un vertice internazionale tenutosi ieri, 20 novembre, a Berlino, i trenta Paesi più ricchi del mondo hanno promesso di stanziare, complessivamente, 9,3 miliardi di dollari in favore del Green Climate Fund.

Il Green Climate Fund è stato istituito formalmente nel 2010 su iniziativa delle Nazioni Unite, con l'obiettivo di aiutare i Paesi meno responsabili dei cambiamenti climatici ma più esposti alle loro conseguenze a investire in energie pulite e tecnologie sostenibili e a difendersi da eventi meteorologici estremi, quali siccità, alluvioni e tempeste tropicali.

Il Fondo è parte integrante di un piano delineato nel 2009, in occasione del vertice di Copenaghen attraverso cui le Nazioni più sviluppate si sono impegnate a mobilitare ogni anno, a partire dal 2020, circa 100 miliardi di dollari, tra finanziamenti pubblici e privati, per interventi collegati all'azione sul clima.

La cifra promessa dai Paesi più ricchi in occasione del vertice di Berlino è certamente cospicua, ma va sottolineato che si colloca al di sotto dei 10 miliardi di dollari che erano stati fissati dalle Nazioni Unite come obiettivo da raggiungere entro la fine del 2014.

Nel dettaglio, gli Stati Uniti hanno confermato i 3 miliardi di dollari che avevano annunciato in occasione del recente G20 di Brisbane; tra i donatori più "generosi" si collocano anche il Giappone, con 1,5 miliardi, e Germania, Regno Unito e Francia con 1 miliardo di dollari ciascuno. Contributi più piccoli sono stati offerti da Svezia, Svizzera, Corea del Sud, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Messico, Lussemburgo e Repubblica Ceca.

All'incontro di Berlino non ha partecipato l'Australia, che aveva già chiarito la volontà di non contribuire, almeno per il momento, al Fondo, mentre il Canada non ha ancora quantificato il proprio contrubuto e non si conosce la cifra promessa da Paesi quali Italia, Finlandia e Nuova Zelanda.

Lisa Vagnozzi

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